Manovra, vertice notturno: M5s e Pd ancora lontani

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Non sono bastate le 4 ore di vertice notturno a Palazzo Chigi per placare le tensioni e arrivare all’accordo sul Def. Alla riunione hanno preso parte il presidente del Consiglio Conte, il ministro dell’economia Gualtieri, i capo delegazione Di Maio (M5s), Franceschini (Pd), Speranza (LeU), Bellanova (Italia viva) e il sottosegretario Fraccaro. La discussione si è dimostrata ricca di tensioni, soprattutto a causa del no di Di Maio all’aumento dell’Iva, e non ha portato ad alcuna soluzione positiva.

Manovra, vertice notturno a Chigi

A creare agitazione nella maggioranza sembra essere il nodo relativo alle risorse, ovvero trovare i fondi per scongiurare l’aumento dell’Iva, senza però far salire il deficit oltre il 2,2%. Il vertice notturno, però, non sembra essere stato in alcun modo risolutivo: “Ci sono ancora molte ipotesi in campo” fanno sapere fonti vicine a Palazzo Chigi. La riunione, durata circa 4 ore, si è conclusa alle 2 con un nulla di fatto, ma con la promessa di tenersi in contatto: l’obiettivo resta quello di trovare la quadra entro il Cdm in programma per oggi alle 18.30.

Le tensioni nella maggioranza

La tensione è altissima tra i membri della maggioranza, che sembrano voler difendere ognuno posizioni diverse senza possibilità di trovare un punto di incontro. “L’Iva non può aumentare, né nell’aliquota minima, né nell’aliquota intermedia, né in quelle più alte” aveva detto Di Maio stroncando anche lo Ius Culturae: “Non è una priorità“. Tali parole avrebbero però scatenato le ire del Pd, che ha risposto: “Vedo che poco prima della riunione a Palazzo Chigi, Di Maio ha annunciato in modo ultimativo in tv una serie di posizione sulla legge di Bilancio e su molto altro. Cose anche interessanti che credo impegnino il suo movimento, ma di certo non impegnano l’intera maggioranza” ha detto Dario Franceschini. “Il governo non ha ancora presentato nessun piano sull’Iva – ha poi commentato Roberto Gualiteri -. L’orizzonte non è la Nadef ma la manovra. Invito tutti alla calma“.

Renzi: “Partito No tax”

In merito alle tensioni sulla manovra si è espresso anche Matteo Renzi, fondatore di Italia viva: “Il nostro obiettivo è questo: noi abbiamo fatto un partito No Tax. Qualcuno ha fatto il partito No Tav, qualcuno No Tap, noi facciamo il no Tax. Nella mia esperienza di capo di una giunta o di un governo non ho mai alzato una tassa. Oggi non sono più solo, non comando più io. Ma quello che potremo fare per evitare l’aumento delle tasse lo faremo“.