Mantegazza (Uila): domani in piazza, pronti a inasprire protesta

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 9 apr. (askanews) - Torneranno in piazza domani i lavoratori e le lavoratrici dell'agricoltura, chiamati a raccolta da Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, davanti alle Prefetture di tutta Italia. E, durante le manifestazioni, arriverà l'annuncio di un ulteriore inasprimento delle proteste che potrebbe preludere anche a uno sciopero generale dell'agricoltura, come già ventilato già il 30 marzo scorso, quando era stata lanciata la mobilitazione per chiedere al Governo attenzione verso i braccianti e la loro situazione economica. Domani i lavoratori agricoli manifesteranno davanti alle prefetture e i tre segretari interverranno da Roma, Napoli e Treviso per annunciare "ulteriori e più evidenti e pressanti iniziative di lotta".

In una intervista ad Askanews il segretario generale della Uila Uil, Stefano Mantegazza, ha spiegato che, dopo la manifestazione a Roma del 31 marzo, i sindacati hanno avuto "molti incontri, in primo luogo con il ministro dell'Agricoltura, con cui c'è una interlocuzione molto aperta, con i presidenti delle commissione Bilancio e Finanze del Senato, con molti senatori e senatrici della maggioranza. Abbiamo registrato interesse e attenzione a fronte delle nostre proposte e della categoria che rappresentiamo: poco meno di 1 milione di lavoratrici e lavoratori aricoli stagionali che lavorano fino a 180 giornate l'anno, con reddito medio di 10-14 mila euro anno compresa l'indennità di disoccupazione. Persone tra le più povere ed emarginate che lavorano in Italia".

L'attenzione, però, pur gradita, resta a livello teorico e, passando poi alla parte pratica, "le disponibilità che ci sono state offerte rispetto a questo decreto Sostegni sono state poche, perché le risorse offerte al Parlamento per modificare e integrare il decreto sono risorse modeste. Una spiegazione che non può ritenerci soddisfatti". La vastità della platea dei braccianti richiede infatti provvedimenti che necessitano di risorse ampie e mirate.

Rispetto a possibili aperture sul nuovo decreto "dopo l'approvazione del Def, tra qualche settimana, ci potrebbe essere più attenzione, ma sono aperture politiche che apprezziamo ma ancora non sufficienti al momento per farci immaginare al momento una situzione positiva di questa vertenza. Quindi domani annunceremo altre azioni di lotta".

I braccianti agricoli in Italia sono poco meno di 1 milione e tutti nel 2020 hanno subito un taglio dei redditi dovuto al minor numero di giornate lavorate. "Questo si evidenzia meglio in alcuni settori, come gli agriturismi, ma è altrettanto evidente anche in altri. I governi precedenti e anche questo con il decreto Sostegno hanno sostenuto questi settori colpiti sul versante delle imprese, mentre i lavoratori, tolto il bonus di 500 euro dell'aprile scorso, sono stati dimenticati", ricorda ad Askanews Mantegazza.

Quello che chiedono i sindacati, in sostanza, è una parità di trattamento tra tutti i lavoratori. "Oggi leggo sui giornali che sono stati pagati 2 miliardi di euro alle partite Iva - ha detto Mantegazza - una giusta decisione per alcuni aspetti, ma è anche uno schiaffo in faccia verso i braccianti agricoli".

Tra l'altro, al danno si aggiunge anche la beffa del mancato rinnovo dei contratti provinciali di lavoro scaduti nel 2019 e del mancato rinnovo del contratto nazionale dei forestali. Sul fronte dei negoziati, nelle ultime settimane alcune trattative "sono riprese in modo più sostenuto - ha detto Mantegazza - come a Roma. Si è chiuso a Vicenza e anche nel regionale del Friuli. Ci sono alcuni segnali che vanno nella direzione giusta, ma all'appello mancano tutte le regioni del Sud italia. Tra poco presenteremo il rinnovo del contrtto nazionale e quelli provinciali devono essere tutti chiusi prima".