Manuel Bortuzzo: "Non mi piace darla vinta alla sfiga. Non mi rassegno. Ci proverò in ogni modo perché sono fortunato"

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Non si è rassegnato, anzi, nella sfortuna si considera fortunato. Manuel Bortuzzo, il nuotatore di 19 anni ferito il 2 febbraio con un colpo di pistola da due uomini che pensavano di avere davanti un’altra persona, non si è mai scoraggiato. Come racconta nel libro “Rinascere”, si è dato da fare per rimettersi in carreggiata in questa nuova vita. ”È assurdo da dire e mi viene quasi da ridere dicendolo. Nella sfiga io sono fortunato che sia andata così, perché poteva andare molto peggio”, ha affermato in un’intervista a Vanity Fair.

“Non mi è mai andato giù, da sempre, il rassegnarmi - afferma -. Non mi piace darla vinta alla sfiga. Alla resa dei conti io voglio poter dire di aver fatto tutto quello che potevo fare. Mi voglio sentire a posto con me stesso provandoci in ogni modo. Nessun rimpianto”.

 

 

Se sono state le “notti in ospedale da solo senza dormire” a dargli la scossa per riprendersi, Bortuzzo ha dovuto affrontare il passaggio da una vita dedicata alla sua passione, il nuoto, con il sogno delle Olimpiadi, alla sedia a rotelle. E’ stato questo uno dei momenti più duri. 

“Il confronto della vita da ragazzo in piedi con quella da seduto. Quando sei fermo al letto sogni la carrozzina, poi però la prima volta che sono uscito con la sedia a rotelle mi veniva da piangere. Ti trovi davanti a difficoltà a cui prima non pensavi minimamente: a partire dall’aspettare l’ascensore quando prima prendevi le scale mobili”.

 

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