Maradona, Tardelli: "Ho ripensato alla morte di Scirea"

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"Quando è morto Maradona, ho ripensato a Scirea". Marco Tardelli, nel salotto di L'aria di domenica, si confida in un'intervista con Myrta Merlino. "Gli ho chiesto di venire qui a parlare, gli ho lasciato 6-7 minuti per decidere...", dice la giornalista, da anni compagna dell'azzurro campione del mondo a Spagna '82.

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"Ho saputo di Maradona mentre ero in diretta per commentare una partita di Coppa Italia. Non riuscivo a parlare, mi è tornato il momento in cui ho saputo della morte di Gaetano Scirea. Ero in onda alla Domenica Sportiva, quando arrivò la notizia della morte di Gaetano che era un amico, un esempio, a volte anche un confessore. Gaetano era molto diverso da Maradona, era silenzioso e col silenzio riusciva a far capire molte cose. Come Maradona era generoso con tutti: con i compagni, con i tifosi, con i bambini. Anche quando erano stanchi, erano a disposizione degli altri", aggiunge.

"In campo cercavo di fermare Diego a tutti i costi, ero molto duro. Lui non ha mai reclamato, non si è mai lamentato. Maradona è stato un capolavoro del calcio. Tra le partite contro di lui, mi è piaciuta molto Argentina-Resto del Mondo a maggio del 1979. Lui non aveva giocato il Mondiale del '78. Prima di incontrare Maradona non dormivo, per fortuna ai Mondiali del 1982 toccò a Gentile marcarlo...", afferma. "Nessuno conosceva le sfumatore del pallone come Diego, se fossi stato un pallone avrei voluto stare tra i suoi piedi...".

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