Marat Gabidullin è l’autore del libro “Io, comandante di Wagner” e svela i suoi retroscena

A dx, Marat Gabidullin in Siria
A dx, Marat Gabidullin in Siria

L’ex comandante dei mercenari del gruppo Wagner lo ha spiegato in una intervista a la Stampa: “In Ucraina è in atto una guerra assurda contro fratelli”. Marat Gabidullin è l’autore del libro “Io, comandante di Wagner” e, un po’ per ovvi motivi pubblicistici, un po’ perché sul tema ne sa davvero tanto, svela i suoi retroscena. Il 50enne è stato uno dei comandanti di reparto del Wagner Group, il gruppo di mercenario finanziato dall’oligarca Evgheny Prigozhin vicino a Vladimir Putin. Un Putin che “manda a morire i nostri uomini”.

Parla l’ex comandante dei mercenari della Wagner

“Non c’è training, non c’è coordinamento delle azioni. Lo si è visto anche all’Isola dei Serpenti. Le vittorie in Siria furono dovute principalmente ai morti della Wagner, mentre i generali del Cremlino si fanno belli e vengono promossi. Ma l’Isis non aveva artiglieria, droni turchi, mezzi corazzati. In Ucraina è tutto completamente diverso”. Poi Gabidullin spiega perché su Telegram ci siano informazioni tattiche: “Uno, evidentemente gli è permesso, si prendono un certo grado di libertà. E due, mandano, diciamo così, degli avvisi, un memento ai dirigenti russi: signori, ricordatevi che noi siamo qua, stiamo combattendo per voi”.

“Gli ucraini sono nostri fratelli”

E la previsione su come finirà l’invasione dell’Ucraina del 50enne è netta: “Credo che sia un errore tragico. Non si poteva assolutamente attaccare l’Ucraina, sono nostri fratelli. Questa guerra va contro qualunque senso, contro il popolo ucraino, ma anche contro quello russo, sarà la rovina dell’economia e dello stato russo. So che la guerra sarà lunga. E so che se i russi riuscissero a tenere i confini degli oblast di Donetsk e Lugansk, si fermerebbero: non perché vogliono, ma perché non hanno assolutamente le forze per andare oltre”.

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