Marco Arezio verrà processato per aver sparato ad una bambina rom

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Ex dipendente del Senato a processo: aveva sparato a bimba rom dalla finestra
Ex dipendente del Senato a processo: aveva sparato a bimba rom dalla finestra

Nel luglio del 2018 aveva sparato con una carabina ad aria compressa dal balcone di casa sua, in via Palmiro Togliatti, colpendo Cerasela, una bambina rom di 13 mesi, rimasta poi zoppa. Marco Arezio, ex dipendente del Senato, a processo.

Marco Arezio a processo

Giovedì 5 novembre il gup Anna Maria Gavoni ha disposto il processo per l’uomo che avrebbe giocato al tiro a segno da casa. Sono infatti molto pesanti le accuse nei confronti di Arezio. Alle contestazioni di detenzione e alterazione illegale di arma e lesioni volontarie con dolo eventuale si è aggiunta la circostanza di aver provocato un danno permanente alla vittima. Nei mesi scorsi la stessa dottoressa Gavoni aveva respinto l’accordo di patteggiamento tra l’imputato e la procura che prevedeva una condanna a un anno e 10 mesi e un risarcimento per i familiari della vittima di 220.000 euro. La pena era stata ritenuta troppo lieve.

L’inchiesta per tentato omicidio

L’ex dipendente di palazzo Madama, il quale ha sempre dichiarato di aver sparato per sbaglio mentre provava l’arma, era finito sotto inchiesta per tentato omicidio, derubricato successivamente in lesioni. Il pm Roberta Capponi, che pur aveva accordato il patteggiamento poi non accolto, ne aveva chiesto il rinvio a giudizio, escludendo la casualità del colpo. Per l’accusa Arezio potrebbe anche non aver preso la mira volutamente, ma sparando a caso, e soprattutto verso il basso, sicuramente non poteva escludere di poter ferire. Giovedì 5 novembre il gip nell’aggravare le contestazioni, ha ritenuto che ci fosse anche un nesso causale fra la detenzione e l’alterazione del fucile e la decisione di sparare. Secondo il perito Stefano Fabbrini, la forza con cui è stato premuto il grilletto dimostrerebbe la volontarietà del gesto.

Le parole di Arezio

L’ex dipendente del Senato ha ammesso di aver sparato solo dopo l’ordine di perquisizione disposto dalla procura. Con le seguenti parole si è giustificato Arezio: “Non avevo nessuna intenzione di colpire la bimba. Stavo provando l’arma, una carabina Hatsan comprata di recente e modificata per aumentarne la potenza“. Nel frattempo la piccola Cerasela si è rimessa, ma resterà zoppa. La bambina ha rischiato di rimanere inferma.