Marco Carta, l'avvocato: "Motivazioni sentenza confermano vacuità accuse"

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di Silvia Mancinelli 

"Le motivazioni della sentenza sono la conferma della vacuità del quadro accusatorio". Così all'Adnkronos l'avvocato Simone Ciro Giordano, legale di Marco Carta, commentando le motivazioni della sentenza con cui il 31 ottobre scorso il giudice di Milano Stefano Caramellino ha assolto il cantante già vincitore di Amici e Sanremo dall'accusa di aver rubato sei magliette alla Rinascente insieme all'amica Fabiana Muscas.  

"Dalle immagini era palese che non fosse stato lui - continua l'avvocato - mancava la prova della sua correità nell'azione di Fabiana Muscas. Così come sin da subito è stato evidente che le dichiarazioni degli addetti alla sicurezza non fossero chiare né credibili, difettando di puntualità nel fatto storico. La condotta descritta è sconfessata dalle stesse immagini della videosorveglianza. Marco Carta non ha mai ammesso il furto, ciò che sostiene il vigilantes (che entrambi avessero confessato nell'immediatezza, ndr) non corrisponde al vero.  

"Nei filmati si vede chiaramente la Muscas aprire la borsa dove erano state infilate le magliette rubate mentre il mio assistito continuava a mostrare lo scontrino dei costumi acquistati, ignaro di cosa stesse accadendo. Lui non ha mai ammesso il furto e nel video appare meravigliato. E' stata la suggestione del vigilante ad averlo fatto parlare al plurale". 

Nelle motivazioni della sentenza di assoluzione di Marco Carta il giudice di Milano Stefano Caramellino scrive che "non vi è alcuna attendibile prova diretta che l'imputato fosse consapevole di dare un obiettivo apporto, materiale o psicologico, al tentato furto delle 6 maglie". "Ha infatti subito esibito lo scontrino di acquisto dei suoi costumi da bagno - spiega ancora il giudice - nel momento in cui si è prontamente conformato all'invito degli addetti alla sicurezza a rientrare nel negozio, e lo ha ininterrottamente esibito agli addetti alla sicurezza (...) sono quindi chiaramente visibili comportamenti di Marco Carta che si pongono in rapporto di netta incompatibilità logica con una confessione stragiudiziale da parte sua di concorso nel furto tentato". 

"Le stesse sommarie informazioni rese dal vigilante sono gravemente inattendibili perché descrivono fatti materiali incompatibili con quanto obiettivamente emerso dalle registrazioni video" scrive il giudice.