Marco Giallini: "A me hanno rotto le palle perché Rocco Schiavone si fa le canne. E intanto c'è gente che pippa cocaina"

Corriere della Sera

"A me hanno rotto le palle perché Rocco Schiavone si fa le canne. Cioè, è pieno di gente che prima pippa cocaina e poi alza il dito per giudicare una canna". Marco Giallini non usa mezzi termini, come il suo solito. In colloquio con Vittorio Zincone al Corriere della Sera, l'attore romano parla di cinema (in uscita Non ci resta che il crimine, del regista Massimiliano Bruno), della moglie Loredana, venuta a mancare nel 2011, delle amicizie nel mondo del lavoro, e dei suoi ruoli "da cattivo" nei film.

Il cinema è ridere e piangere stando accanto a persone che non conosci. È ovvio che se stai a casa e stoppi il film per andare a prendere una birra in frigo è un'altra cosa. [...] Il cinema è questo: una magia, il buio, la condivisione... Ora si guarda tutto sul cellulare, pure le partite, che manco se vede la palla, e le uniche cose che si condividono sono le proprie foto fatte con la bocca a culo di gallina

Non è un appassionato di serie tv, ma ha tutti i dvd di Breaking Bad. "Li ho visti sei volte", confessa.

Poi si concentra sulla sua carriera:

Dopo una ventina di pellicole con ruoli minori, la svolta sono stati i primi film da protagonista. E poi diciamo che in seguito alla morte di Loredana è come se avessi deciso che mi dovevo dare da fare

Tra gli attori italiani, stima Toni Servillo, Pierfrancesco Favino e Massimiliano Gallo. Un accenno ai suoi ruoli da cattivo.

Considero stupide le polemiche sul rischio di emulazione dei personaggi negativi. Se uno prende una pistola non è per colpa di un film. Si fanno polemiche molto ipocrite. A me hanno rotto le palle perché Rocco Schiavone si fa le canne. Cioè, è pieno di gente che prima pippa cocaina e poi alza il dito per giudicare una canna

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