Marco Rizzo: "Sfido Letta a Siena perché è l’uomo del sistema, il Pd è veleno"

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Marco Rizzo (Photo: ..)
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Sfido Letta a Siena perché è l’uomo del sistema. E lancio un appello agli elettori: contro Draghi e il green pass, l’unico voto utile è quello dato a me”. Marco Rizzo, piemontese, cossuttiano, ex rifondarolo poi tra i fondatori del PdCi, oggi è segretario di un rinato partito comunista. È in campagna elettorale multipla: ieri a Roma per la sua candidata alle comunali di Roma, stasera a Siena per il comizio conclusivo della sua corsa alle elezioni suppletive.

Insomma, ha deciso di sfidare da sinistra Letta, il segretario che sta cercando di spostare a sinistra il Pd. Nessun ripensamento?

Assolutamente no. Letta è l’uomo del sistema. La nostra proposta politica è critica verso le privatizzazioni, la globalizzazione e l’ipocrisia della politica. E poi c’è il caso Mps. Altro che scudo, il Pd si è dimostrato veleno in questi anni. Ho sentito Letta dirsi contento della sentenza del reintegro dei lavoratori licenziati da Gkn, ma chi ha voluto le leggi sulle delocalizzazioni?

Letta ha chiesto scusa per non aver dato loro solidarietà di persona. E Orlando litiga con Giorgetti per portare a casa un decreto contro le delocalizzazioni.

Anche Tony Blair ha chiesto scusa per la guerra in Iraq, ma dopo che c’erano stati milioni di morti.

Tolta Mps, perché un elettore dovrebbe votarla?

Il tema fondamentale è la battaglia politica contro Draghi e contro il green pass, che è uno strumento discriminatorio.

È sulle posizioni della Meloni?

Ma lei stima molto Draghi. A febbraio scorso ha fatto astenere i suoi parlamentari sul Milleproroghe proprio con questa motivazione ufficiale. Io non condivido: un banchiere non può fare gli interessi del Paese. Anzi, posso fare un appello?

Lo faccia.

Nelle regioni “rosse” il Pd chiede il voto utile contro le destre. Ma se a Siena vince Letta, Draghi avrà un voto in più, così come lo avrà se vince il candidato del centrodestra che ha voluto Salvini (l’imprenditore vinicolo Tommaso Marrocchesi Marzi, ndr). Quindi l’unico voto utile è per Marco Rizzo.

Draghi non lo voterebbe nemmeno per il Quirinale?

Certo che no. La res publica diventerebbe res privata. Del resto, anche la vicenda Mps evidenzia la plastica vittoria della finanza sulla politica, tra porte girevoli e conflitti di interesse.

Non pensa che il green pass sia uno strumento di libertà che favorisce le riaperture, la circolazione, la scuola in presenza e la ripresa economica?

No perché operai, studenti e impiegati usano i mezzi pubblici come metro e bus, e i treni dei pendolari, dove il virus circola senza controllo. Quindi è un obbligo inutile, oltre che costoso se bisogna fare i tamponi.

E se invece si battesse per estendere il green pass ai mezzi pubblici?

Se devo battermi per la salute pubblica, preferisco farlo per aumentare gli investimenti in quel settore. A cui il Pnrr riserva l’ultima voce: 19 miliardi in sei anni. Praticamente niente: ci sono più soldi per ridurre le differenze di genere. Speranza aveva promesso di aumentare il numero dei medici, e non se ne è fatto nulla.

Questo governo è una delusione, insomma. Almeno farà la riforma degli estimi catastali così le case del centro pagheranno più di quelle in periferia.

Sono contro. La fanno passare per una cosa di sinistra, ma la vogliono le banche. E poi tornerà l’Imu sulla prima casa.

Chi sono i candidati alle comunali del Partito Comunista?

Tutti giovani. A Torino corre Greta Di Cristina, insegnante 40enne. A Roma Micaela Quintavalle, l’autista dell’Atac licenziata dalla Raggi perché difendeva gli utenti e i lavoratori. A Milano il filosofo 35enne Alessandro Pascale. E a Ravenna c’è Lorenzo Ferri che ha 19 anni e viene dalla Gioventù Comunista, la nostra scuola di partito che ha moltissime adesioni

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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