Marco Tardelli: "Sette secondi mi fecero entrare nella storia. Triste vedere l'Italia in serie C"

Nicola Mirenzi

Per quattro volte, è stata la migliore al mondo: "L'Italia era la serie A del calcio, il vertice di questo sport. È triste vederla ora retrocessa in serie C". Assistere ai mondiali in Russia senza la nazionale italiana "fa una brutta impressione", soprattutto a chi, una di quelle quattro volte che vinse la coppa del mondo, c'era: "Gaetano Scirea mi passò la palla fuori dall'area, io la colpii in scivolata di sinistro. Segnai il gol del due a zero nella finale contro la Germania occidentale. Sentii il boato di novantamila persone. E feci la cosa che amo di più: cominciai a correre". Togliendolo dal tempo, le telecamere ripresero la corsa di Marco Tardelli sul prato del Santiago Bernabeu di Madrid. Urlava, quasi piangendo, la felicità di un'intera nazione, l'Italia del 1982: "Fu una scossa di gioia che cancellò la mia vita. Non ci fu più un prima e un dopo. Tutti mi ricordano per quel gesto di estasi irripetibile". Quella sera, non poteva immaginare che, negli anni, quell'urlo sarebbe diventato anche una prigione: "Chiunque si avvicinava a me per farsi una foto, mi parlava di quello. Mi fai l'urlo? Ti ricordi l'urlo? Come potevo dimenticarlo. Ma io nella mia carriera avevo fatto anche altro, ero anche altro. Ho dovuto quasi finire di giocare a calcio prima di riappacificarmi con quel momento. Accettare cosa ha significato per me e per milioni di persone".

Il suo primo mondiale, Tardelli l'aveva giocato quattro anni prima, nell'Argentina di Jorge Rafel Videla, un paese schiacciato da una dittatura militare feroce: "La stampa internazionale aveva denunciato la violenza e i soprusi della giunta. Noi, però, sapevamo pochissimo di ciò che era accaduto agli oppositori politici del regime, i desaparecidos. Alloggiavamo lontano da Buenos Aires e, ogni volta che uscivamo dal ritiro, eravamo sorvegliati da poliziotti in borghese. Era strano. Ma noi pensavamo solo al calcio, a giocare bene il mondiale. Ricordo, però, un uomo che teneva sulle spalle un bambino...

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