Marconi (Confindustria N. Macedonia): Skopje crocevia dei Balcani

Image from askanews web site
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Roma, 5 set. (askanews) - La Macedonia del Nord "ha fatto un enorme passo in avanti grazie al lavoro del governo italiano" con l'apertura dei negoziati per l'ingresso nell'Unione europea dopo tantissimi anni dalla richiesta per lo status di Paese candidato, "lo sblocco del veto della Grecia, dopo 29 anni, e poi quello della Bulgaria" hanno consentito di ottenere questo risultato e "la scelta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di venire a Skopje dopo oltre 20 anni non è casuale". Lo dice ad askanews Marco Marconi, presidente di Confindustria Macedonia del Nord.

La Macedonia del Nord è un Paese piccolo ma con enormi opportunità e potenzialità sia perché tra 1,850 milioni di abitanti "il 42% della popolazione ha meno di 30 anni, quasi tutti laureati e conoscono tre lingue", sia perché in vista del processo di adesione ha realizzato il 40% delle riforme richieste dall'Ue e si trova in una posizione strategica, sottolinea Marconi.

Inoltre, l'adesione di Macedonia del Nord e Albania è strettamente collegata: "Non può esistere nell'Ue la Macedonia del Nord senza l'Albania e viceversa. E la visita di Mattarella sugella le aspettative di due popoli vicini verso l'Europa. La Macedonia del Nord è un crocevia, confina con la Serbia, l'Albania, il Kosovo, la Grecia e la Bulgaria. Da qui passano due corridoi paneuropei, VIII e X, per questo è strategicamente importante per l'Europa sia per le merci che per il gas", afferma il presidente della rappresentanza confindustriale a Skopje.

La presenza italiana è limitata ma importante: "Abbiamo 31 aziende che operano sul territorio, principalmente nella meccanica applicata, nelle calzature e nel settore dell'ossigeno, e occupano 3.000 persone, un dato di peso se si pensa alla dimensione del Paese", spiega Marconi. Secondo le stime dell'Ufficio ICE, ci sono circa 120 imprese locali con capitale italiano di maggioranza o di minoranza. La maggior parte di esse sono collegate con accordi di franchising nella distribuzione oppure con accordi joint venture per collaborazione industriale.

Tra gli investimenti più importanti quello della SOL Group, della famiglia Fumagalli, che opera nella produzione, ricerca applicata e commercializzazione di gas tecnici e medicali, il Gruppo Vitillo, che si occupa di progettazione, produzione e distribuzione di raccordi, adattatori, tubi rigidi e flessibili, Condevo Spa, attivo nella produzione di componenti per caldaie a livello mondiale, il Gruppo Formentini e Gino Cori, nell'industria calzaturiera, Trafitalia, nella produzione di trasformatori elettrici e Diatec nell'industria della confezione.

Una presenza al di sotto delle vere potenzialità del Paese, secondo Marconi, che sottolinea come restino interessanti le Free Trade Zone dove gli investitori hanno diritto all'esenzione dall'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle società per i primi 10 anni, sono esentati dal pagamento dell'Iva e dei dazi doganali su beni, materie prime, attrezzature e macchine e hanno l'opzione di richiedere fino a 500.000 euro di incentivo ai costi di costruzione. (di Daniela Mogavero)