Marcucci: elezioni in piena pandemia ipotesi dell’irrealtà

Red
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Roma, 4 gen. (askanews) - "Ho già detto che votare in piena pandemia e alla vigilia del semestre bianco è una ipotesi dell'irrealtà. Il tema delle elezioni anticipate viene agitato solo strumentalmente". Andrea Marcucci, presidente dei senatori del Partito democratico, prende le distanze, in una intervista alla Stampa, dagli "avvertimenti" che sono arrivati anche da ambienti del suo partito nelle scorse settimane all'indirizzo di Matteo Renzi, il leader di Italia viva che ha lanciato un ultimatum al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Intervistato dalla Stampa, Marcucci ha sostenuto che adesso "il presidente del Consiglio deve assumere un'iniziativa politica autonoma, rispondere ai rilievi che tutti i partner gli hanno inoltrato sul Recovery plan e fare in modo che il quadro si ricomponga in un anno che sarà complicato. Se decidesse di intraprendere una strada più ragionata, la maggioranza si ricompatterebbe. Pensare di superare queste prove difficilissime con una maggioranza che sarebbe nel migliore dei casi solo numerica e non più politica sarebbe una follia".

"Sui servizi - ha aggiunto - diciamo a Conte di scegliersi una persona fedele al Paese, e di delegargli la materia. Lo hanno fatto tutti i presidenti del Consiglio. Se non va bene il Mes, ci dica come aumentare gli stanziamenti in sanità".

Quanto alle possibili vie di uscita dalla crisi, "ci sono diverse ipotesi sul campo, aspettiamo una decisione finale di Conte, è lui che deve decidere, dirci cosa pensa di fare. Questa maggioranza ha sicuramente un futuro, io spero anche questo Governo", ha detto ancora Marcucci.