Marcucci: non capisco M5s ma governo non cadrà su Emilia Romagna

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Roma, 23 nov. (askanews) - "Io ho sempre pensato che le alleanze locali si possono solo determinare sul territorio. Ciò detto, sono convinto che in Emilia gli elettori daranno un giudizio sui cinque anni di governo di Bonaccini. Perciò andrà bene, a prescindere dal comportamento dei 5 Stelle". Lo dice il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci in un'intervista al Corriere della sera. "Non credo che possano essere delle elezioni regionali a determinare la caduta del governo", precisa.

Quanto alla linea assunta dal M5s Marcucci dice: "Io non sono tra coloro che capiscono che cosa voglia Di Maio e sono certamente tra coloro che hanno rinunciato a capirlo", aggiunge Marcucci secondo il quale "che ci sia una forte dialettica interna ai gruppi parlamentari 5 Stelle è evidente. Lo abbiamo visto con la votazione dell'emendamento sull'ex Ilva e lo vediamo alla Camera, dove non riescono a votare il capogruppo. È chiaro che questa situazione è compatibile con la tenuta del governo e della maggioranza solo se dura per un tempo limitato. Abbiamo di fronte dei passaggi delicati, a cominciare dall'approvazione della legge di Bilancio, e sarebbe complicato andare avanti non solo con la dialettica tra i gruppi, ma anche all'interno dello stesso gruppo. Però, sinceramente, non penso proprio che la maggioranza sia a rischio. E poi non è certo il Pd che può impartire lezioni sulle fibrillazioni interne... Siamo stati piuttosto bravi anche noi in un passato più o meno recente".

A proposito della riforma della legge elettorale l'esponente dem aggiunge: "Io partecipo alle riunioni del gruppo di lavoro e mi sembra che si stia procedendo speditamente. Riusciremo a fare un accordo e a presentare una proposta di legge entro dicembre, che verrà discussa poi anche con le altre forze politiche. In questo senso la richiesta di Giorgetti è una buona notizia. Noi siamo per il maggioritario a doppio turno, il sistema dei sindaci, insomma, gli altri si sono espressi invece per il proporzionale. Ma noi prima di essere disponibili a fare delle aperture e ad abbandonare il maggioritario, per, magari, un proporzionale con una significativa soglia di sbarramento, dobbiamo compiere dei passaggi interni. Io credo che presto la direzione del partito affronterà il problema".