Marevivo sostiene Blue Manifesto: servono azioni, basta aspettare

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Roma, 28 gen. (askanews) - Marevivo si mobilita per lanciare un grido di allarme sullo stato di salute dei nostri mari, dopo che gli obiettivi posti nel 2008 a livello europeo, di conseguire un buono stato ecologico dell'ambiente marino entro il 2020, come indicato dalla Marine Strategy, a tutt'oggi non sono stati raggiunti.

Ben 102 organizzazioni ambientaliste, coordinate da Seas At Risk, BirdLife Europe, ClientEarth, Oceana, Surfrider Foundation Europe e WWF International hanno lanciato il "Blue Manifesto", un piano di salvataggio che delinea azioni concrete da realizzare entro date prestabilite al fine di invertire la tendenza del degrado e inquinamento di oceani e coste.

"L'oceano ricopre il 70% della superficie terrestre, mitiga i cambiamenti climatici e fornisce ossigeno, è il sistema di supporto del Pianeta - ha affermato Monica Verbeek, direttore Esecutivo di Seas At Risk, sottolineando - Per svolgere le sue funzioni vitali l'oceano ha bisogno di essere sano e popolato di vita. Esortiamo i leader politici dell'Ue a portare l'oceano al centro dell'agenda politica e a rendere un oceano sano una realtà. Il Blue Manifesto lanciato oggi è la risposta Blu al Green Deal".

"Bisogna agire con urgenza, non c'è più tempo, il Blue Manifesto non è solo teoria, ma è una pianificazione pragmatica e ben studiata che deve guidare l'Europa nei prossimi 10 anni - ha commentato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo - Marevivo è da sempre in prima linea nella protezione del Mediterraneo, un bacino semichiuso e per questo più a rischio. Si stima che la sua temperatura stia salendo più velocemente del 20% rispetto alla media globale, con conseguenze disastrose. Per un'azione che dia risultati concreti serve però il coinvolgimento di tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, anche quelli extraeuropei, come da noi già proposto nell'ambito della Cop 21 di Napoli".

Per essere efficace, il cambiamento deve essere attuato sia in mare che sulla terraferma. Le ONG chiedono: che almeno il 30% dell'oceano sia protetto per la maggior parte o interamente entro il 2030; il passaggio ad una pesca a basso impatto; di assicurare un oceano libero dall'inquinamento; la pianificazione di attività umane a supporto del ripristino degli ecosistemi marini.

Le principali ong ambientaliste invitano i cittadini, le istituzioni e gli stakeholder a partecipare alle attività gratuite organizzate durante la Ocean Week dal 3 al 9 febbraio 2020, per scambiare esperienze e soluzioni sulle sfide che la vita nei nostri oceani e nelle comunità costiere di trovano ad affrontare. Per l'occasione Marevivo ha organizzato una pulizia della spiaggia di S'Arena in località Gonnesa (Sud Sardegna), mercoledì 5 febbraio alle 15.