Margherita Hack sulla fine del mondo: "Dobbiamo temere il sole o gli asteroidi"

Yahoo! Notizie17 dicembre 2012


Secondo l’astrofisica Margherita Hack, non è la profezia Maya che la Terra deve temere, ma la morte del Sole, oppure la caduta di qualche grosso asteroide.

Hack ne ha parlato in un’intervista al quotidiano Il Piccolo, provando a smentire tutte le aspettative su un’apocalisse imminente, calcolata dai Maya per il 21 dicembre «Ignoranza e superstizione. Sennò gli astrologi non farebbero tanta fortuna».

Quindi, quali sono i veri rischi per la sopravvivenza della Terra? Innanzitutto, il Sole, che  «non è eterno, ha 5 miliardi di anni e ne vivrà altri 5, poi morirà anche lui». Lo scenario che si prospetterà per il nostro pianeta è questo: «Il Sole finirà le riserve di idrogeno e per non esplodere dovrà espandersi diventando una gigante rossa, che ingoierà incendiandole Mercurio e Venere e lambirà l’orbita della terra che diventerà arida e invivibile, le temperature saranno torride, si morirà subito».

L’alternativa è «la caduta di grossi asteroidi». Uno scenario poco probabile: l’ultimo colpì il nostro pianeta 65 milioni di anni fa, causando l’estinzione dei dinosauri. In questo caso, la caduta «solleverebbe una nuvola di terra tale da oscurare il sole per anni, ma oggi sono tutti tenuti sotto osservazione e potremmo sviarli prima che ci colpiscano».  Insomma,  la vita sulla Terra finirà solo per la morte del Sole o per l’effetto di un grosso asteroide, e non questa settimana in ogni caso.

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Profezia Maya, ecco Cisternino, il borgo pugliese che si salveràCisternino, (TMNews) - Cieli apocalittici sopra Cisternino, in attesa della fine del mondo. Secondo i seguaci del maestro spirituale indiano Babaji, il piccolo borgo pugliese in Val d'Itria, celebre per i trulli e la buona cucina, sarebbe uno dei pochi posti del mondo ad essere risparmiati dall'apocalisse del 21 dicembre 2012 predetta dalla profezia Maya.

Qui, tra le casette bianche, le strade strette e tortuose e i muretti a secco, sorge il centro spirituale Bhole Baba. I seguaci del santone Babji, hanno individuato in questa zona, tra Cisterninio, Ceglie Messapica, Ostuni e Martina Franca, il posto dove salvarsi.

A metà tra il serio e il faceto il sindaco di Cisternino ha dichiarato che la città ha registrato un boom di prenotazioni nei giorni attorno al 21 dicembre. Ma intanto, e forse proprio per questa sicurezza di essere risparmiati dall'apocalisse, la vita a Cisternino sembra andare avanti senza particolari frenesie.

(immagini Afo)

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Ecco i "prepper": provviste e armi, aspettando l'Apocalisse Milano, (TMNews) - Accumulano provviste, imparano a fare a meno di elettricità e acqua corrente, e soprattutto si armano. Li chiamano "prepper" o "survivalist": sono le persone che dedicano gran parte della loro vita a prepararsi al peggio.

Si allenano a sopravvivere a catastrofi naturali, attacchi terroristici, apocalissi non meglio precisate.

Una realtà assodata, tanto da avere un reality dedicato, negli Stati Uniti dove la sicurezza fai da te è considerata da molti un diritto inalienabile e la corsa alle armi si intensifica dopo ogni momento di grande paura collettiva, dall'11 settembre all'uragano Sandy. Un fenomeno tipicamente americano e oggetto di un dibattito senza fine che si riaccende ad ogni strage insensata, l'ultima, drammaticamente attuale, quella in una scuola in Connecticut in cui sono stati uccisi 20 bambini.

A spingere il fenomeno prepper nel 2012 si sono aggiunte anche le suggestioni della profezia Maya sulla fine del mondo. La famiglia Blevins è una di loro; la loro casa apparentemente normale è in grado di trasformarsi in un bunker protetto e provvisto di tutto.

"Di regola se sono al supermercato e mi capita di vedere che ci sono confezioni di acqua in offerta ne compro almeno 6. E' un principio sempre nella mia mente" spiega Holly Blevins. Per il marito Jay

"C'è una linea sottile fra la preparazione e la paranoia. Io non voglio oltrepassarla. Siamo una famiglia normale. Tutto il resto è una sorta di assicurazione sulla vita: se ne avremo bisogno la useremo".

In Europa e in Italia il fenomeno è molto meno diffuso ma conta già siti internet e forum dedicati.

(Immagini Afp)

Apocalisse, boom di turisti nelle terre dei MayaI discendenti della civiltà che dominò il sud del Messico hanno appreso della profezia dei loro antenati dai media dei gringos che si stanno riversando nel Caribe per una Fine del Mondo tropicale.

Bugarach, il paese si salverà dall'Apocalisse ma teme l'invasioneFrancia, (TMNews) - Prescelto dal destino. Il paesino di Bugarach, alle pendici dei Pirenei francesi, sarà l'unico luogo a sopravvivere alla fine del mondo, prevista dal calendario Maya a dicembre del 2012: almeno secondo esperti di esoterismo, che già conoscono il luogo perchè la montagna che lo sovrasta è sede di eventi paranormali, e il paese è da tempo diventato rifugio dei cercatori di Ufo. La profezia secondo cui Bugarach è eletto a scampare all'Apocalisse spaventa le autorità: il sindaco Jean Pierre Delord, in carica da 34 anni, teme l'invasione di chi cerca la salvezza. "Il pericolo è che se l'evento viene preso sottogamba dalle autorità, potremmo trovarci con 5-10-20mila persone, in completa anarchia, e non saremo capaci di affrontarlo. Se la gente poi scalerà la montagna in dicembre può essere pericoloso e a rischio incidenti".

Per ora le temute orde di visitatori non si sono viste e gli stessi abitanti sembrano sminuire la portata di luci e fenomeni misteriosi associati alla montagna. "Anche io ho assistito a cose che non so spiegare, ma non abbiamo il monopolio del paranormale: succede anche in altre parti del mondo".

L'effetto dell'allarme del sindaco, per ora, è stato lo schieramento in forze di militari lungo le strade locali e le colline: le autorità governative hanno annunciato che bloccheranno l'accesso alla montagna per motivi di sicurezza pubblica. Una delusione che accomuna appassionati di Ufo e scettici: per tornare alla normalità bisognerà aspettare il giorno dopo la fine del mondo. Sempre che arrivi.

(immagini Afp)

Nel tempio maya dove è scritta la profezia dell'apocalisseIl tempio di Comalcalco, in Messico, è considerato l'ultimo avamposto settentronale dei Maya, oltre quel luogo non si trovano più segni di questa antica civiltà. Ma soprattutto è celebre perché qui è stato trovato quello che potrebbe essere un secondo riferimento alla profezia maya sull'apocalisse nel dicembre del 2012. La scritta in questione, che si trova su un volto scolpito su un mattone, è stata portata in un istituto per essere studiata.

Ma questo non è l'unico elemento che rende unico il sito archeologico di Comalcalco, nello stato di Tabasco. Grazie alla particolare progettazione architettonica, battendo le mani, si sente un'eco che richiama il verso delle rane. "Un modo per richiamare Chaac, il dio della pioggia", ha spiegato l'archeologo responsabile del sito. Altra unicità è la costruzione del tempio, che si trova in una zona priva di cave, come spiega l'archeologo Benito Jesus Venegas. "Comalcalco è un punto di riferimento nel mondo dei Maya, è costruito con mattoni realizzati con una tecnica particolare di fabbricazione dovuta alla mancanza di materiali della zona". Le tombe di Comalcalco poi hanno fatto luce sui riti funebri e il modo in cui i Maya concepivano la morte: una nuova forma di vita, un confine che doveva essere oltrepassato per ricongiungersi con la natura

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