A margine summit Nato Obama incontrerà Karzai su futuro Afghanistan

Chicago (Illinois, Usa), 20 mag. (LaPresse/AP) - L'Afghanistan sarà al centro del vertice Nato che si apre oggi a Chicago. Nella mattinata americana, a margine del summit a cui partecipano rappresentanti da tutto il mondo, il presidente Usa Barack Obama e il suo omologo afghano Hamid Karzai dovrebbero incontrarsi per un colloquio di circa un'ora. Tra i punti principali del confronto, fanno sapere fonti della Casa Bianca, la pianificazione delle elezioni in Afghanistan per il 2014 e le prospettive di una soluzione politica con i talebani.

I due leader dovrebbero discutere di come garantire ai rivali politici di concorrere regolarmente al voto, ma anche dei modi per ridurre le frodi, che si sono registrate numerose nelle ultime elezioni, e sostenere il futuro vincitore, spiegano fonti ufficiali dell'amministrazione. L'attenzione sarà posta anche sui rapporti con i talebani, con cui si spera si riesca a siglare un accordo di pace. I talebani si sono ritirati dai colloqui guidati dagli Usa a marzo, ma Obama, spiega la fonte, continuerà a promuovere la visione secondo cui una riconciliazione politica è necessaria per la sicurezza futura del Paese.

Nel summit della Nato grande attenzione sarà riservata però anche al Pakistan, i cui rapporti con gli Usa sono ancora tesi dopo il raid che ha portato alla morte di Osama bin Laden a maggio 2011 e la chiusura a novembre delle vie di rifornimento, utili ai militari impegnati in Afghanistan. Quest'ultima decisione era stata presa dopo l'attacco dell'esercito Usa sul confine, in cui hanno perso la vita oltre venti soldati pakistani. Secondo Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, difficilmente la questione della chiusura dei passaggi per i rifornimenti verrà risolta nel corso del summit. Inoltre, Obama non ha in programma un incontro bilaterale con il presidente Asif Ali Zardari che sarà presente al vertice. Ma il solo fatto che quest'ultimo abbia accettato l'invito è stato visto come un passo positivo, e un'indicazione del fatto che Islamabad possa presto decidere la riapertura delle vie di rifornimento.

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