Maria Adela, una spia russa infiltrata nella base Nato di Napoli

Una spia russa avrebbe operato per più di un decennio in Italia, frequentando alti funzionari della NATO. Lo ha rivelato un'indagine del sito Bellingcat, in collaborazione con il settimanale "Der Spiegel", "The Insider" e con il quotidiano italiano "La Repubblica".

VIDEO - La spia venuta dal freddo alla base Nato di Napoli

Olga Kolobova, questo il nome della donna, sarebbe stata un membro del servizio di intelligence militare GRU di Putin. La sua attività spionistica sarebbe iniziata nel 2006, quando assunse l'identità di "Maria Adela Kuhfeldt Rivera".

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La donna si presentava come figlia di madre peruviana e padre tedesco, nata in Perù ma poi abbandonata da bambina a Mosca e cresciuta da genitori adottivi.

Per anni ha viaggiato in tutta Europa, trasferendosi a Malta a Roma nel 2010 dove ha stretto amicizia con Marcelle D'Argy Smith - ex editore della rivista Cosmopolitan - prima di volare a Parigi e registrare un marchio per aprire un'azienda di gioielli.

Tornata in Italia nel 2012, ha sposato un uomo russo-ecuadoriano ma la loro storia d'amore è stata di breve durata. La sua morte, misteriosa, è stata registrata un anno dopo. A quel punto "Maria" è stata libera di trasferirsi, appunto sotto falsa identità, di Napoli, sede del Comando delle forze armate alleate della NATO.

È nella città partenopea che la donna si è affermata come produttrice di gioielli e proprietaria di locali notturni. Amante della vita notturna, grazie al suo carattere estroverso ha stretto amicizie e storie d'amore con dozzine di dipendenti della NATO e persino militari di alto rango.

In realtà, la Kolobova è figlia di un ufficiale militare russo. La donna, che ora si ritiene abbia circa 40 anni, faceva parte di una rete di agenti che si sottopongono ad anni di intenso addestramento per prepararli a incarichi a lungo termine all'estero.

Una volta preparati, agli agenti segreti vengono fornite false identità e inseriti in un Paese in cui trascorrono anni o addirittura decenni vivendo una doppia vita.

La donna, secondo l'indagine, avrebbe dunque operato per più di un decennio come "Maria" fino al suo ritorno a Mosca nel 2018.

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L’inchiesta non è potuta giungere a conclusioni sull’effettivo accesso a documenti o informazioni riservate da parte della Kuhfeldt Rivera. Gli investigatori di Bellingcat si sono mescolati regolarmente con ufficiali della NATO e della Marina degli Stati Uniti, inclusi alcuni "che avrebbero avuto accesso a fotografie sulla base o file legali e database riservati".

Si ritiene che la spia abbia partecipato a una serie di eventi organizzati dalla NATO o dalle forze armate statunitensi, inclusi balli annuali della NATO, varie cene di raccolta fondi e balli annuali del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, oltre a fare innumerevoli visite a domicilio alle residenze personali di molti Funzionari della NATO.

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