Maria Fida Moro: reddito cittadinanza a Saraceni? Legge va applicata

Red/Gtu

Roma, 3 ott. (askanews) - Reddito di cittadinanza alla brigatista Federica Saraceni? "La legge prevede questa cosa per questa ragazza, benissimo, la applichi", così Maria Fida Moro, figlia primogenita di Aldo Moro, è intervenuta ai microfoni della trasmissione "L'Italia s'è desta", su Radio Cusano Campus; ma - ha aggiunto - "perché però lo Stato non applica la legge 206 del 2004 per le vittime del terrorismo? Non è che lo Stato se ne dimentica, lo fa apposta. I principi della Costituzione non vengono applicati a un costituente, a chi la Costituzione l'ha scritta. Io sono furibonda. Non andrò via da questo pianeta se prima non avranno applicato la legge su mio padre e per tutti quelli che hanno diritto".

"Sapete cosa risponde l'Agenzia delle entrate ogni volta che Camera e Senato chiedono il parere favorevole per applicare la legge? A Moro non lo daremo mai, per Moro non vale. Andrei lì con un lanciafiamme e brucerei tutte le loro carte", ha detto Maria Fida Moro, aggiungendo: "Io penso che questo sia legato a grande stupidità oltre che a una cattiveria inutile". Quindi "farò una causa all'Agenzia delle entrate per violazione dell'articolo 3 della Costituzione".

"Questi signori - ha proseguito - possono anche pensare 'a Moro mai', ma non possono dirlo e utilizzarlo come motivazione. Se mio figlio dovesse chiedere il reddito di cittadinanza, troverebbero una scusa per non darglielo. Se ci iscrivessimo all'Isis e mettessimo delle bombe forse ce lo darebbero. Sono furibonda e mi sono stancata del danno e delle beffe. A tutti hanno applicato questa legge per le vittime del terrorismo tranne a Moro. Nell'ultimissimo periodo la presidente del Senato e il suo consulente giuridico si stanno interessando di questa cosa. L'orrore però non è su di me, perché io sto male e morirò, però o cancellate Aldo Moro da simbolo delle vittime oppure gli applicate la legge".

"A me non importa niente se i brigatisti hanno i loro diritti, però mi consenta di dire che questo non è uno Stato di diritto", ha ribadito la primogenita di Aldo Moro, avvertendo: "Io adesso racconterò il caso Moro com'era veramente. L'ho lasciato scritto in 5 diversi continenti che doveva uscire in caso di mia morte. Adesso però mi sono rotta e lo racconterò, molta gente deve tremare. Loro non possono parlare di legalità, non devono pronunciare questo termine".