Marina Berlusconi: su mio padre infamie e attacchi assurdi

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Roma, 21 gen. (askanews) - "Da figlia non posso non ribellarmi di fronte a tanta infamia, a tanta menzogna" e provare a "dare il mio piccolo, piccolissimo contributo perché verità e storia non camminino più su strade divergenti, perché la verità storica cominci finalmente ad essere letta senza le lenti deformanti del pregiudizio e dell'odio". Lo afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una lettera inviata al direttore de 'La Repubblica' in risposta ad un articolo sul rapporto fra figlie e padri celebri dal titolo 'Quelle figlie guardiane dallo sguardo un po' miope' a firma di Francesco Merlo.

"Nella sua rubrica odierna Francesco Merlo, con un garbo e un rispetto di cui gli do atto, legge in modo a mio avviso opposto alla realtà il fenomeno di quelle che il titolo definisce 'figlie guardiane dallo sguardo un po' miope'. In sostanza, Merlo contesta ad un lungo elenco di figlie di padri celebri, fra cui la sottoscritta, un eccesso di amore che, accecandole, condizionerebbe inesorabilmente la loro difesa militante dei padri". Ma chiede Marina Berlusconi: "È sicuro Merlo che l'amore di una figlia accechi più dell'odio a testa bassa dell'avversario politico? Sto parlando per me. Ma conoscendo molto da vicino mio padre, l'uomo che è, l'energia e la generosità con cui ha affrontato i problemi del Paese, conoscendo tutto questo ho potuto soppesare bene, senza mi pare eccessive miopie, quanto assurdi fossero e siano gli attacchi contro di lui, quanto lontane dal vero le valutazioni sul suo agire politico, quanto persecutorie e strumentali certe inchieste della magistratura".

E' chiaro, Silvio Berlusconi non ha bisogno di me per reagire a queste manovre, lo ha fatto e lo fa continuando a battersi come un leone. Ma da figlia non posso non ribellarmi di fronte a tanta infamia, a tanta menzogna. E non credo, per usare le parole di Merlo, che il mio comportamento rischi 'di impedire o solo di rallentare la verità storica'. Il desiderio che mi anima è esattamente l'opposto: quello - lo sostengo senza alcuna velleità e presunzione - di dare il mio piccolo, piccolissimo contributo perchè verità e storia non camminino più su strade divergenti, perché la verità storica cominci finalmente ad essere letta senza le lenti deformanti del pregiudizio e dell'odio. Devo dire che, al di là delle "figlie guardiane", certi giudizi politici mi pare inizino a riscoprire un poco di obiettività, mi pare che a fronte di un desolante presente anche molti avversari inizino a rendersi conto dei meriti di chi da più di vent'anni si impegna per cercare di migliorare le cose in questo Paese. Dopo tanti veleni, sarebbe un bel passo avanti".