Marina militare, acque di bordo: archiviate accuse a Comellini (Pdm)

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Roma, 12 nov. (askanews) - "Letta la puntuale richiesta formulata dal pm che qui si intende richiamata, ritenuto che le considerazioni ivi svolte sono conformi alle risultanze acquisite e va pertanto condivisa". Con queste motivazioni il gip del tribunale di Roma, Annalisa Marzano, ha archiviato l'inchiesta che vedeva coinvolto il segretario del Pdm - Partito per la tutela dei Diritti dei militari e delle forze di polizia, Luca Marco Comellini, per le accuse di diffamazione e procurato allarme in seguito a quanto affermato in un comunicato stampa, del 7 maggio 2018, sulle acque destinate al consumo umano ed utilizzate a bordo delle navi militari e in particolare della Nave Zeffiro.

Il giudice ha deciso in base alla richiesta di chiudere il caso avanzata dal sostituto procuratore Carlo Villani. A presentare la querela era stato l'ex Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Valter Girardelli, tramite il suo parigrado Sabino Imperscrutabile, capo dell'ufficio generale affari legali. Comellini nella nota diffusa all'epoca spiegava ai colleghi militari: "Conoscere lo stato di salubrità dell'acqua che usate per lavarvi e per cucinare è un vostro diritto, non lasciatevi intimorire da chi vi minaccia ritorsioni o chissà quali punizioni".

Grazioso Cosentino Segretario Generale Aggiunto del Sindacato dei Militari, spiega: "Nel giorno della festa delle Forze armate l'autorità giudiziaria ordinaria, restituendo dignità a Luca Marco Comellini, ha decretato l'archiviazione della denuncia sottolineando che il suo operato aveva soddisfatto tutti requisiti che integrano il legittimo e doveroso intervento nelle materie che riguardano la salute dei militari, in particolare sul luogo di lavoro".