Marine Le Pen ovvero l'impossibilità di essere normale

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HENIN-BEAUMONT, FRANCE - JUNE 20: French far-right National Rally leader Marine Le Pen delivers speech during electoral night for France Regional elections first round on June 20, 2021 in Henin-Beaumont, France. (Photo by Sylvain Lefevre/Getty Images) (Photo: Sylvain Lefevre via Getty Images)
HENIN-BEAUMONT, FRANCE - JUNE 20: French far-right National Rally leader Marine Le Pen delivers speech during electoral night for France Regional elections first round on June 20, 2021 in Henin-Beaumont, France. (Photo by Sylvain Lefevre/Getty Images) (Photo: Sylvain Lefevre via Getty Images)

Non più tardi di un mese fa ci si chiedeva quante regioni poteva vincere, o almeno contendere voto per voto ai vecchi partiti. Almeno cinque, secondo sondaggi e giornali. La riposta degli elettori per Marine Le Pen è stata zero. Ma non basta, perché il suo Rassemblement National è crollato ovunque, da nord a sud. L’elezione presidenziale della primavera 2022 sarà tutt’altra cosa, con i leader in campo, testa a testa, duelli all’ultimo sangue e Marine tornerà in campo. Ma intanto queste elezioni regionali e dipartimentali segnate dall’astensione record (65 per cento) mettono la Le Pen di fronte al suo destino. La figlia del demonizzato duce nero della Francia Jean-Marie, erede di un partito estremista, nostalgico, bandito dalla liturgia repubblicana francese, negli ultimi cinque anni ha fatto di tutto per rompere il cordone sanitario che la avvolgeva. Un processo di “dédiabolisation” (traduciamo con normalizzazione) per legittimarsi come contendente al tavolo della grande politica. Ha compiuto acrobazie ideologiche inimmaginabili, chiudendo la campagna in Costa Azzurra, ha persino citato Mitterrand usurpando lo slogan vincente del presidente a socialista nell’1981: “Oggi siamo noi la force tranquille”. E compiuto un impavido esercizio di riesumazione del generale De Gaulle (che suo padre trattava da “traditore”) osando una citazione dall’appello del 18 giugno 1940 contro i nazisti invasori: “Non tutto è perduto per la Francia!”. Ne era evidentemente così convinta che un paio di mesi fa in un’intervista alla televisione Bfmtv aveva detto con sfacciata serenità: “tra un anno sarò eletta presidente e il mio compito è quello di rassicurare la Francia”.

Nessun sondaggio l’ha mai data vincente, ma le percentuali che le venivano attribuite erano molto generose: ad app...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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