Marinella Senatore a Londra: l’arte come luogo e comunità

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Londra, 13 giu. (askanews) – La domanda su cosa sia l’arte contemporanea è una di quelle a cui forse non si può dare una risposta, oppure se ne possono dare molte. Un modo per avvicinarsi a una di queste risposte possibili è quello di starci, dentro l’arte, viverla direttamente, per esempio attraverso una colossale azione-performance come quella realizzata da Marinella Senatore, insieme a oltre 200 altri performer, in diversi luoghi di Londra e organizzata dalla Galleria Mazzoleni per l’inaugurazione della mostra “Afterglow”.

Tutto è iniziato su un classico bus a due piani della capitale londinese, dove si sono esibiti musicisti, cantanti e danzatori, sempre a contatto strettissimo con il pubblico, in un gioco di superamento dei ruoli e di coinvolgimento che è parte della pratica di Marinella Senatore. Che ha portato le sue tipiche opere luminose, oltre che nella galleria di Old Bond Street, anche in giro per la città, a partire dalla sede dell’Association of Ukrainians in Great Britain e la SIAL School, scuola Italiana a Londra, dove, a quel punto, i bambini hanno preso la scena.

“Bella ciao”, canzone simbolo della resistenza, ma anche di un’idea forte di comunità, ha dato il la al nucleo più corposo del progetto, che la stessa artista definisce più come un rituale collettivo che come una performance in senso stretto. Arrivando infatti alla Battersea Power Station, luogo simbolico entrato nell’immaginario collettivo, siamo stati trascinati in un turbinio di momenti e di interpreti, dal parkour alla lotta, dalla pole dance alle ballerine classiche della comunità nera, dalla danza contemporanea alle bande dalle più svariate provenienze, che hanno scandito un susseguirsi di climax ogni volta incredibilmente superati, nel segno di un coinvolgimento totale e, anche, di un’impossibilità di controllare tutte le situazioni che, per certi versi, sembra essere il messaggio più profondo del progetto della Senatore.

L’effetto complessivo di questa costante immersione nelle azioni, ciascuna con una aderenza sociale prima che artistica, è che, nonostante l’enormità del progetto e la sua magnifica ingovernabilità, ogni persona coinvolta trovi un suo spazio di dignità e visibilità, trovi in sostanza una possibilità di attenzione. Qui, esattamente qui, sta la bellezza di tutto il costrutto artistico e qui, per tornare alla domanda da cui eravamo partiti, sta anche una risposta più che valida alla domanda su cosa sia o possa essere l’arte contemporanea. Forse un ballo, forse una danza, forse solo una luce negli occhi di uno dei performer. Oppure la somma di tutte queste diversità, che culmina, sotto le ciminiere di Battersea, in un numero di tip tap.

Il racconto non basterà, lo sappiamo, per tramettere davvero tutto quello che si è visto a Londra. Ma se questo è ciò che può succedere grazie al lavoro di un’artista come Marinella Senatore e di una galleria come Mazzoleni, allora vuol dire che l’arte un posto nella società, lo continua a giocare. E la morale, se mai ne servisse una, ci sembra essere proprio questa.

(Leonardo Merlini)

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