Mario Draghi è pronto a dimettersi?

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Tra le voci che rimbalzano in Transatlantico c’è anche quella delle possibili dimissioni lampo di Mario Draghi dopo la manovra. La sua missione potrebbe essere conclusa.

Draghi, dimissioni lampo dopo la manovra: le voci in Transatlantico

Tra le tante voci che rimbalzano in Transatlantico c’è anche quella delle possibili dimissioni lampo di Mario Draghi dopo la manovra. Non è chiaro chi sia il creatore di questa voce, ma sembra stia diventando sempre più insistente. Secondo questo scenario, Mario Draghi, non appena votata in via definitiva la manovra, sarebbe pronto a firmare le dimissioni. Non tanto perché i partiti della maggioranza stanno scalpitando, incrinando inevitabilmente l’unità che era alla base dell’esecutivo, ma più che altro per altre motivazioni molto importanti. Prima di tutto, si dice che Palazzo Chigi considera la missione di Draghi conclusa con la manovra. Il Pnrr è impostato e ora stanno cercando di chiudere tutti i progetti entro la fine dell’anno.

Draghi, dimissioni lampo dopo la manovra: le scadenze

Il programma di visite nelle Regioni di Draghi e del suo sottosegretario di fiducia, Roberto Garofoli, per aiutare gli enti locali a concretizzare i progetti, finirà entro l’anno. Tutte le scadenze sono state fissate per il 2021 e questo è un indizio molto forte. “Se parli con qualcuno di loro, ti dicono che si deve chiudere tutto entro il 2021. Parlano come se il loro compito finisse il 31 dicembre” ha dichiarato un osservatore dem. La politica economica del Paese si baserà su questa legge di bilancio per i prossimi due anni. La campagna vaccinale ha raggiunto una buona copertura e, con le nuove misure, sicuramente andrà avanti aumentando i numeri. Il Paese sta ripartendo e i dati sulla crescita sono migliori di quanto previsto. Le due emergenze per cui era stato scelto Mario Draghi, quella economica e quella sanitaria, sembrano rientrare. Per questo la sua missione potrebbe essere ritenuta conclusa.

Draghi, dimissioni lampo dopo la manovra: cosa accadrà?

Il premier potrebbe davvero annunciare le dimissioni, dopo l’approvazione della manovra, visto che il suo lavoro sembra essere compiuto. Ma cosa potrebbe accadere dopo? Sergio Mattarella potrebbe aprire una crisi lampo e darebbe ad un altro l’incarico di formare il governo. Draghi, libero dall’incarico dell’esecutivo, a questo punto diventerebbe il candidato per prendere il posto di Mattarella. Questo significherebbe che l’era Draghi potrebbe continuare per altri sette anni, mentre a Palazzo Chigi arriverà una persona di fiducia. Non ci saranno grandi cambiamenti, ma questa ipotesi non convince tutti. A non esserne particolarmente soddisfatti sembrano la Lega, il M5S e il Pd. La tensione per un cambiamento improvviso è molto alta. In realtà, però, al tavolo con i sindacati sulle pensioni, come riferito da Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil, Mario Draghi avrebbe detto che “a marzo ci sarà ancora lui“. Le voci continuano a correre, ma per il momento non vi è nessuna certezza.

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