Mario Draghi renderà comunicazioni alle Camere con voto fiduciario

Mario Draghi
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Secondo quanto è emerso dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che tornerà a riunirsi domani per definire i dettagli, Mario Draghi mercoledì rivolgerà al parlamento comunicazioni con dibattito fiduciario, quindi votazione con la chiama nominale dei parlamentari.

Crisi di governo, mercoledì alla Camera voto di fiducia

Mario Draghi, nella giornata di mercoledì, renderà comunicazioni alle Camere con voto fiduciario con la chiama. Questo è quanto emerso dalla Conferenza dei capigruppo della Camera, che si riunirà nuovamente domani, per stabilire i tempi e le modalità del dibattito, in base alle decisioni che verranno prese in Senato. Il premier dovrebbe riferire prima a Palazzo Madama, secondo la prassi in base a cui le comunicazioni vengono rese nel ramo del Parlamento, dove il governo ha ottenuto la prima volta la fiducia e dove si sono manifestate le condizioni che hanno poi portato alla crisi. In seguito Draghi depositerà il testo del discorso alla Camera.

La richiesta di iniziare da Montecitorio

La scelta definitiva dell’Assemblea sul luogo in cui inizierà il dibattito verrà presa dopo una consultazione tra i presidenti del Senato, Elisabetta Casellati, e della Camera, Roberto Fico. Questo perché durante la Conferenza dei capigruppo, M5s e Pd, trovando la contrarietà del centrodestra, hanno richiesto che il premier si recasse prima a Montecitorio, in quanto è il luogo in cui si sono manifestati i primi segnali di crisi a causa della decisione del Movimento 5 Stelle di non partecipare alla decisione sul Dl Aiuti e dare il voto di sfiducia.

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