Mario Monti su Conte, le critiche: “Non so più se governo c’è ancora”

Mario Monti su Conte

Il premier Giuseppe Conte, sondaggi alla mano, è apprezzato solo dalla metà degli italiani. Il mese di novembre è stato un banco di prova importante per il governo giallo-rosso: dagli attacchi tra Salvini e il presidente del Consiglio sul Mes fino al nuovo partito liberal-progressista di Carlo Calenda, che dopo l’allontanamento dal Pd torna più determinato che mai con “Azione”. Sembra calare anche l’apprezzamento a Salvini, sebbene la Lega resti il primo partito d’Italia. L’indice di apprezzamento di Nicola Zingaretti si mantiene stabile al 20, calano Luigi Di Maio (18), Silvio Berlusconi con 17 (-1) e Matteo Renzi con 10 (-6). Ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo”, anche Mario Monte su Conte e il suo governo esprime un giudizio di scarsa fiducia.

Mario Monti su Conte: le critiche

Secondo alcuni il calo di fiducia nei confronti del leader dell’esecutivo potrebbe essere determinato dal suo recente maggiore protagonismo. A frenare la scalata del governo giallo-rosso, inoltre, sarebbero le divisioni interne con cui deve fare i conti il ministro degli Esteri e i rapporti non sempre distesi con il premier.

Intervistato dalla Gruber, Mario Monti attacca senza troppi giri di parole e manifesta pubblicamente lo scarso apprezzamento nei confronti del governo per cui aveva votato la fiducia. Sul premier Conte, infatti, ha commentato: “Ha un cognome singolare, ma una pluralità di facce“, a differenza sua “che ho un cognome plurale ma una sola faccia”. Le sue parole sono dure e scoraggianti: “Non so più se c’è ancora il governo a cui ho votato la fiducia”. A “Otto e mezzo” ha ironizzato su “entrambe le incarnazioni” del suo successore e ha giudicato il secondo governo Conte “molto piccino”. Non mancano neppure critiche riguardanti i rapporti con l’Europa. A detta di Monti, infatti, c’è stata una cattiva gestione sia da parte di Conte sia dai precedenti governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Per l’ex premier, infatti, non sono stati rivisti i trattati: al contrario, è stata penalizzata l’Italia.

Incalzato dalla Gruber, Monti ha espresso un giudizio anche sullo scontro tra Conte e Salvini. “La querela è irrilevante, ciò che è rilevante è la mancanza di rispetto reciproco tra protagonisti della vita politica. E questo fa scendere il rispetto degli italiani verso la politica: le conseguenze le vediamo e lo vedrempo anche di più in futuro”, sono state le sue dichiarazioni.