Mario Orfeo fuori dalla Direzione Approfondimenti Rai

Mario Orfeo
Mario Orfeo

Mario Orfeo, ex direttore del Tg1, Tg2 e Tg3, ed ex direttore generale Rai dal 2017 al 1028, è stato rimosso dalla Direzione Approfondimenti Rai, di cui si occupava dal 2021. La notizia è stata anticipata da Dagospia.

Rai, Orfeo rimosso dalla Direzione Approfondimenti: “Si è rotto il rapporto di fiducia”

Mario Orfeo è stato rimosso dalla Direzione Approfondimenti Rai. La notizia è stata anticipata da Dagospia, come un fulmine a ciel sereno che avrà effetti sul futuro. Ex direttore del Tg1, Tg2, Tg3 ed ex direttore generale Rai dal 2017 al 2018, renziano con buone referenze da sinistra a destra, Mario Orfeo si occupava della Direzione Approfondimenti dal 2021. “Si è rotto il rapporto di fiducia” ha comunicato l’ad Carlo Fuortes. Una goccia che fa traboccare il vaso, con da una parte la richiesta di collaboratori e dall’altra la mancata quadra sui titoli e i talk show che pesano ancora di più con le elezioni politiche. Si pensa subito a CartaBianca, in bilico per settimane, e a Report, travolto dalle pressioni della politica.

Si parla della volontà di Orfeo di rimodularli e di Fuortes che avrebbe negato il permesso. Orfeo avrebbe fatto sapere di aver condiviso le scelte con l’amministratore  delegato, dal talk crime di Giancarlo De Cataldo, all’arrivo di Ilaria D’Amico su Rai2, dallo spazio estivo condotto da Giorgio Zanchini alla striscia di Marco Damilano. I rapporti tra i due dirigenti erano tesi e ora si scatenano i retroscena sulla sua uscita di scena. “Draghi non sapeva” scrivono certi quotidiani ma è poco credibile che l’amministratore delegato non abbia comunicato la questione. Fuortes dovrà ufficializzare la notiza, ricollocare Orfeo e scegliere il suo successore, per poi spiegare i motivi. In pole position ci sarebbe Antonio Di Bella, dirigente apprezzato a sinistra e destra, con grande esperienza. Attualmente però è impegnato alla guida del Daytime. Si pensa ad una possibile cessione della struttura Daytime ad Angelo Mellone, ma è più probabile che venga scelto un nome di centrosinistra.

Il retroscena di Dagospia

Dagospia, in un retroscena che sembra trovare conferma su vari quotidiani, aveva parlato delle manovre di Orfeo che “mostra apprezzamenti per volti trasversali, bighellona nei palazzi del potere. Manovra, come sempre e da sempre. Renziano ma con ottime referenze da sinistra a destra. Ambizioso e sognante. Magari proprio con la speranza di tornare un giorno lì dove tanto si era divertito: sulla poltrona dell’amministratore generale“. Ci sono state tensioni dopo l’attacco de Il Foglio contro l’amministratore delegato. “A Viale Mazzini in coro, dopo aver letto il pezzo di Salvatore Merlo, hanno urlato alla sua fine. ‘Draghi lo ha scaricato”, mormoravano nei corridoi. Così non fu. E Fuortes lo sa, perché se è vero che il Premier e i suoi fedelissimi non hanno gradito alcune mosse, è vero anche che la sua nomina è draghiana e nessun partito ha intenzione di bruciare il suo nome a un anno dalla nomina. L’amministratore delegato ha indagato e scoperto quello che riteneva necessario. Ha letto sitarelli spinti quotidianamente contro di lui (‘killeraggio giornalistico commissionato’, avrebbe confidato ai suoi uomini più vicini) e giornali di partito, ha ascoltato dirigenti e volti tv. Ha scoperto che la campagna mediatica contro di lui arrivava proprio dall’interno della sua azienda” si legge su Dagospia.

Intanto i dubbi sull’ad su possibili agguati da sinistra sono cresciuti dopo l’uscita di alcuni articoli, tra cui uno del Foglio, che criticava il suo operato. In particolare l’accusa della mancanza di un ‘superdirettore’, funzione che Fuortes avrebbe avocato a sé senza averne esperienza, avrebbe indotto l’ad a pensare che dietro ci fosse Orfeo, deciso a prendere il suo posto, col sostegno del Pd” ha scritto, invece, il Corriere della Sera.

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