Mario, vice brigadiere sposato da 43 giorni

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"Avevamo dei progetti, abbiamo fatto tanti sacrifici, eravamo troppo felici. Ero venuta a Roma, stavamo cercando una casa più grande, qui avremmo voluto avere figli". Così, intervistata dal 'Messaggero', Rosa Maria Esilio, che da poco più di un mese aveva sposato Mario Cerciello Rega, il vice brigadiere dei Carabinieri ucciso a coltellate la notte tra giovedì e venerdì a Roma.  "Ci siamo conosciuti solo nel 2010 anche se siamo dello stesso paese. Mi ha corteggiata spudoratamente. Ci siamo innamorati subito ed è stato un crescendo, come se lo conoscessi da una vita", ricorda. "Amava Roma, aveva scelto di rimanere qui anche per dare un futuro migliore ai figli. Ma era conscio dei pericoli della città". E anche lei aveva paura del lavoro di suo marito: "Gli dicevo 'ti prego, devi tornare sempre a casa', mio padre è un ex commissario di polizia, conosco i pericoli che corrono. Me lo aveva promesso che tornava, sempre". Per i responsabili dell'omicidio Rosa Maria chiede l'ergastolo "hanno ucciso mio marito, voleva diventare padre, non ha avuto il tempo di fare niente". Le forze dell'ordine, conclude, "devono essere tutelate, servono leggi adeguate".

"Nella sua nuda essenza anche la tragedia più grande è fatta di numeri: il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno. È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di 1 furto pretendevano in cambio della restituzione di 1 borsello rubato. In gergo si chiama 'cavallo di ritorno'". Lo scrive l'Arma dei Carabinieri su Facebook. 

"Ma quei numeri non sono freddi - continua il post -, sono il conto di un’esistenza consacrata agli altri e al dovere, di una dedizione incondizionata e coraggiosa, di un amore pieno di speranze e di promesse. E la tragedia reca la cifra più alta: l’infinito"."Il più vivo dolore per una mancanza che affligge 110 mila Carabinieri. Il più vivo cordoglio ai Suoi cari, che stringiamo in un immenso, unico abbraccio", conclude l'Arma.