Mariupol, combattenti del battaglione Azov a rischio: russi vogliono giustiziarli

Mariupol, combattenti del battaglione Azov a rischio: russi vogliono giustiziarli.REUTERS/Alexander Ermochenko    TPX IMAGES OF THE DAY
Mariupol, combattenti del battaglione Azov a rischio: russi vogliono giustiziarli.

REUTERS/Alexander Ermochenko TPX IMAGES OF THE DAY

I combattenti del reggimento Azov hanno lasciato l'acciaieria dell'Azovstal a Mariupol, dove si ritrovavano rinchiusi da settimane per resistere all'avanzata del nemico russo. Una resa obbligata quella del battaglione, che ha obbedito all'ordine di evacuazione dopo 82 giorni di guerra.

Denis Prokopenko, comandante del reggimento, in un videomessaggio ha infatti sottolineato: "I difensori di Mariupol hanno eseguito l'ordine. Nonostante tutte le difficoltà, hanno respinto le forze schiaccianti del nemico per 82 giorni e hanno permesso all'esercito ucraino di riorganizzarsi, addestrare più personale e ricevere armi dai Paesi partner. Nessuna arma funzionerà senza militari professionisti, il che li rende l'elemento più prezioso dell'esercito. Per salvare vite umane, l'intera guarnigione di Mariupol sta attuando la decisione (di evacuazione) approvata dal Comando supremo e spera nel sostegno del popolo ucraino".

Ma dopo l'evacuazione si sono susseguiti subito i dubbi sul destino dei 265 combattenti che hanno lasciato l'acciaieria Azovstal di Mariupol e che si trovano attualmente in territorio controllato dalle milizie filo-russe. Secondo gli ucraini la decisione di "salvare la vita del personale" è arrivata direttamente dal presidente Volodymyr Zelensky. Per Mosca, invece, si sono semplicemente arresi e verranno trattati da prigionieri di guerra.

VIDEO - Guerra in Ucraina, le immagini della resa ad Azovstal

"Saranno trattati secondo le leggi internazionali" assicura il Cremlino. Ma lo scambio, con i prigionieri di guerra russi, a cui Kiev si dice "costretta", potrebbe non avvenire agevolmente. La Duma infatti esaminerà già nelle prossime ore una risoluzione dove si prevede il divieto di scambio per i militari ucraini evacuati dall'acciaieria Azovstal di Mariupol. Ad annunciarlo il presidente Vyacheslav Volodin.

"La Russia - dice - tratta con umanità coloro che si sono arresi o sono stati catturati" ma questo non può valere per i "nazisti criminali di guerra" che devono essere "assicurati alla giustizia". Il prossimo 26 maggio infine il battaglione Azov potrebbe essere inserito nell'elenco delle organizzazioni terroristiche dalla Corte Suprema di Mosca come richiesto dal procuratore generale russo.

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