A Mariupol ora è allarme colera. Nel Donbass si combatte senza sosta

A Mariupol ora è allarme colera. Nel Donbass si combatte senza sosta

C’è chi fa la coda per prendere taniche di acqua potabile tra edifici distrutti e piccoli gesti di vita quotidiana. A Mariupol, due settimane dopo che Mosca ha dichiarato di aver "liberato" la città e l'acciaieria Azovstal, i media russi riferiscono che la gente sta lentamente tornando alla normalità.

La situazione resta complicata, tra macerie e l’allarme di una possibile epidemia di colera come riferito da un consigliere del sindaco della città. Fonti locali fanno sapere che le forze russe hanno iniziato a consegnare dozzine di corpi dei combattenti ucraini rimasti uccisi nell'acciaieria per l’identificazione mentre prosegue la demolizione delle case colpite dalle bombe.

I combattimenti intanto non si fermano. A nord di Mariupol, i soldati russi premono per il controllo totale di Severodonetsk, la città strategica dell'Ucraina orientale. L’obiettivo del Cremlino è completare la conquista della regione industriale del Donbass. Il sindaco Olexandre Striouk aveva detto che le truppe di Mosca “sono riuscite a entrare nella città e controllarne una buona parte, dividendola in due. Ma i nostri soldati sono riusciti a riposizionarsi, a costruire una linea di difesa. Attualmente stiamo facendo tutto il necessario per ripristinare il pieno controllo”.

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Mariupol, vittime sepolte nelle fosse comuni - Diritti d'autore AP Photo

Situazione difficile ma si resiste

"La situazione resta estremamente difficile. Le forze ucraine resistono". A ripeterlo, nel suo discorso notturno, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che cerca di incoraggiare il Paese. "L'esercito russo sta cercando di usare forze aggiuntive ma la regione non si arrende".

Zelensky, in un video pubblicato sui social, ha puntato il dito contri i raid aerei e i costanti lanci di missili delle forze militari russe. Secondo il governatore regionale, le truppe russe stanno perdendo tuttavia terreno: i russi controllavano circa il 70% della città, ma negli ultimi due giorni sono stati respinti.” Secondo il consueto bollettino dell'intelligence britannica le forze ucraine hanno riconquistato parti della città ma le forze russe continuano a occupare i distretti orientali".

Dopo 103 giorni di guerra, sale il numero delle vittime da entrambe le parti. Anche se mancano cifre ufficiali le perdite sarebbero ingenti. Intanto secondo Kiev la Russia continua a bombardare indiscriminatamente. La battaglia per la conquista del Donbass prosegue senza sosta mentre gli ucraini schierano ora anche i volontari stranieri.

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