I market mover che condizioneranno le Borse la prossima settimana

Afp

AGI - La prossima settimana i principali market mover saranno le audizioni del presidente della Fed Jerome Powell mercoledì prossimo al Senato e giovedì alla Camera, il dato sulle vendite di case Usa di martedì, per capire come va il mercato immobiliare a Stelle e Strisce e i Pmi europei e americani di giovedì prossimo, che anticiperanno i trend economici di giugno.

Venerdì 19 giugno il collegio dei commissari Ue, eccezionalmente fissato alla fine della settimana lavorativa, deciderà se dare luce verde allo status di candidato Ue all'Ucraina. Poi la decisione finale spetterà al Consiglio europeo, probabilmente al vertice di fine giugno. Insomma, sarà una settimana interessante ma meno intensa di quella appena trascorsa.

"Nei prossimi mesi - osserva Vincenzo Bova, strategist di Mts Capitalservice - i rendimenti dei bond in Europa e negli Usa continueranno ad essere alti ma senza salire a rotta di collo. Un'inversione è difficile prima di settembre, nel frattempo prevedo dei movimenti laterali, cioè un mercato obbligazionario altalenante finché non arriveranno dei dati che mostreranno un'inflazione in frenata e una crescita più debole. Ma dovremo lasciare che passi l'estate. A quel punto, probabilmente a settembre, sarà possibile un'inversione al ribasso dei tassi, non prima".

"Per qualche mese - aggiunge - I mercati tireranno un po' il fiato, potranno rimbalzare un po' ma senza andare troppo lontano. Le Borse sono in 'bear market' e ci resteranno, il che significa che di qui alla fine dell'anno qualsiasi rimbalzo sarà sfruttato alla lunga per vendere".

In pratica il trend è ribassista, per cui il mercato, va su e già ma non crescerà mai più di tanto e quando scenderà farà nuovi minimi. È il contrario del 'bull market', in cui il mercato oscilla, può scendere, ma poco e quando sale lo fa su nuovi massimi.

"Nel 2022 - conclude Bova - il mercato tendenzialmente avrà una tendenza al ribasso, cioè scenderà facendo sempre nuovi minimi. Questo non significa che non ci saranno dei rimbalzi, anzi non escludo che la prossima settimana lo S&P torni a quota 4.000, ma inevitabilmente poi riprenderà a scendere e a fare nuovi minimi. La tendenza è quella e questo perché c'è una combinazione di fattori che è negativa per i mercati e in particolare per l'azionario, ovvero un'economia che rallenta forte, banche centrali sempre più restrittive e sempre meno liquidità".

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