Markus Braun è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione di 5 milioni

È stato rilasciato su cauzione (5 milioni) l'ex capo di Wirecard arrestato per sospetta falsificazione di conti, dopo che la società di pagamenti tedesca ha rivelato un buco finanziario di 2,1 miliardi di dollari. Markus Braun si era consegnato ai procuratori a Monaco di Baviera nella notte dopo essere partito da Vienna. I giudici hanno deciso di concedergli la cauzione e quindi di non tenerlo in custodia cautelare.

Nei suoi 18 anni di incarico, Braun ha trasformato un ramo del boom delle dot.com, noto per la gestione dei pagamenti per i siti di gioco d'azzardo online e di intrattenimento per adulti, in una 'fintech' da oltre 20 miliardi di dollari che si è aggiudicata un posto nell'indice tedesco DAX.

Era conosciuto come lo "Steve Jobs" tedesco, dicendo agli investitori a New York lo scorso autunno che Wirecard avrebbe aumentato le entrate di sei volte entro il 2025 grazie al boom dei pagamenti digitali. L'ascesa vertiginosa di Wirecard è stata però accompagnata da ripetute accuse da parte di informatori, giornalisti e speculatori, secondo cui le sue entrate e i suoi profitti sarebbero stati gonfiati da transazioni fasulle con partner oscuri. Ora è accusato di aver travisato i conti di Wirecard e di aver manipolato il mercato falsificando i proventi delle transazioni con i cosiddetti acquirenti terzi.

Braun, il cui avvocato non era disponibile per un commento, ha detto la scorsa settimana in una dichiarazione video che Wirecard potrebbe essere stata vittima di frode, senza fornire dettagli.

Secondo quanto rivelato da due fonti vicine al dossier, i procuratori di Monaco stavano anche considerando di emettere un mandato di arresto per Jan Marsalek, un membro del consiglio di amministrazione che è stato licenziato ieri. L'implosione di Wirecard è stata descritta lunedì come un "disastro totale" dal regolatore finanziario tedesco, che si è trovato sotto tiro al punto che il ministro tedesco ha chiesto l'inasprimento delle regole.

Le azioni di Wirecard da allora hanno perso piùà dell'80% e il suo unico titolo quotato è scambiato a 25 centesimi sull'euro, il che indica che gli investitori si aspettano di perdere la maggior parte dei loro soldi. Il nuovo CEO James Freis, un ex investigatore finanziario della Borsa di Francoforte, ha avviato colloqui urgenti con una quindicina di banche che hanno prestato 1,75 miliardi di euro a Wirecard, che non e' stata in grado di presentare un bilancio certificato, il consorzio bancario guidato dalla Commerzbank tedesca potrebbe richiedere i prestiti in qualsiasi momento.