Marmolada, Barbante (Cnr): servono bollettini tipo neve aggiornati

Image from askanews web site
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Milano, 4 lug. (askanews) - "Durante l'inverno abbiamo a disposizione bollettini sulle valanghe molto puntuali e ben fatti che ci dicono, ad esempio, quanto è alto il pericolo di incorrere in una valanga in certi pendii, in seguito alla quantità di neve caduta al suolo e delle condizioni meteo. Allo stesso modo, in alcuni casi come eventi siccitosi di elevata temperatura anche in quota, sarebbe bene avere informazioni sui rischi e pericoli che si corrono per andare in montagna". Secondo Carlo Barbante, direttore dell'Istituto di Scienze Polari del Cnr e professore ordinario dell'Università Ca' Foscari di Venezia servirebbero bollettini puntualmente aggiornati per permettere a chi voglia fare escursioni, di conoscere le condizioni del territorio.

Ai microfoni di "iNews 24" il professore spiega che la tragedia della Marmolada non poteva essere prevista: "Quelli come questo sono eventi estremi come i terremoti, che si sa che avverranno ma non si sa esattamente quando. La tragedia avvenuta ieri si inserisce in un contesto di cambiamento globale di riscaldamento molto rapido della nostra atmosfera". "Era difficilmente prevedibile, adesso sono tutti abili a dire che la salita in montagna andava interrotta ma non era un evento chiaro e il pericolo era nascosto: si è accumulato giorno dopo giorno" ha proseguito Barbante, ribadendo che "questa tragedia dovrebbe insegnarci che i bollettini vanno aggiornati puntualmente".

"Per quanto riguarda i ghiacciai delle zone alpine, abbiamo già ipotecato il nostro futuro, anche se domani smettessimo di emettere gas climalteranti come il metano o l'anidride carbonica in atmosfera" ha continuato il professore, sottolineando che "i modelli dicono che questo declino drammatico andrà avanti per i prossimi trent'anni". "È chiaro che a trent'anni da adesso, la tendenza potrebbe essere almeno mitigata e un po' conservata, non dico invertita, perché ormai i ghiacciai sono in forte disequilibrio" ha proseguito, aggiungendo che per mitigare il problema "si devono ridurre immediatamente le immissioni di gas serra nell'atmosfera, proprio perché dobbiamo interrompere questo trend di riscaldamento globale". "Ma ci sono alcuni comparti come i ghiacciai, che non reagiscono immediatamente - ha concluso Barbante - si comporteranno in base alla concentrazione di gas serra nell'atmosfera, che per molti è già sopra la soglia di non ritorno".

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