Crollo Marmolada, si aggrava il bilancio: morti salgono a nove

VIDEO - I ghiacciai si stanno sciogliendo per il cambiamento climatico

Salgono a nove le vittime accertate della tragedia della Marmolada, due in più rispetto al bilancio di martedì. Con l'ultimo ritrovamento risultano tre i dispersi, mentre i feriti sono sette (quattro ricoverati a Trento, tre in Veneto).

Delle vittime non ancora identificate, due dovrebbero essere della Repubblica Ceca e in fase di riconoscimento, rimane invece un corpo senza nome.

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Il sopravissuto: "Ho corso, ma la valanga mi ha investito"

La testimonianza di Riccardo Franchin, 27enne ingegnere di Barbarano Mossano, nel Basso Vicentino, ricoverato all'ospedale Santa Chiara di Trento

VIDEO - La tragedia sulla Marmolada

Le parole del soccorritore: "Ci siamo trovati di fronte a un fiume di ghiaccio"

Walter Cainelli, presidente del Soccorso Alpino del Trentino, pensava a una valanga come le altre quando è arrivata le telefonata. "Immaginavo un paio di persone travolte. Quando siamo arrivati però lo scenario aveva ben poco della valanga perché ci siamo trovati di fronte a un fiume di ghiaccio, sassi e rocce. Era evidente lo stacco del ghiacciaio sommitale che rendeva molto rischiose le nostre operazioni di soccorso".

Chi sono le vittime

Le vittime di cui si è accertata l'identità sono: Filippo Bari, residente a Malo, in provincia di Vicenza, aveva 27 anni e lavorava in una ferramenta di Isola Vicentina; Tommaso Carollo era una manager di 48 anni di Thiene; Paolo Dani era una guida alpina di Valdagno; Davide Miotti di 51 anni, originario di Cittadella (Padova), titolare di un negozio di alpinismo.

Mattarella: "Marmolada simbolo del cambio clima non governato"

"Abbiamo parlato della tragedia della Marmolada come elemento simbolico di quello che il cambio climatico se non governato sta producendo nel mondo. Richiede piena collaborazione di tutti sennò non è governato ". Lo afferma Sergio Mattarella nel palazzo presidenziale di Maputo. "Ci sono Paesi che non si impegnano. Occorre richiamare tutti a assumere impegni ulteriori".

Zaia: "E' crollato un grattacielo di ghiaccio"

"Qui ci si trova di fronte a un fatto di portata straordinaria. È come se fosse venuto giù un enorme grattacielo di ghiaccio. Come si può pensare di prevedere una cosa del genere?". Così in una intervista al Corriere della Sera, Luca Zaia, governatore del Veneto. "Noi non molliamo. Ai parenti dei dispersi l`ho detto: noi continuiamo a coltivare la speranza di recuperare ancora qualcuno vivo". "Stiamo vivendo - ha aggiunto - una tragedia immensa. Tanto eccezionale che era imprevedibile. Io non sono esperto, tantomeno un praticante, e non voglio unirmi alla gara che è già scattata. Prima erano tutti virologi ed ora son tutti glaciologi. Qui è evidente che le cause sono state molteplici".

La dinamica del crollo

Il distacco è avvenuto intorno all'ora di pranzo nei pressi di Punta Rocca: una valanga di ghiaccio, neve e roccia che ha travolto chi si trovava sulla via normale per la vetta della Marmolada. Il seracco di ghiaccio che si è staccato dalla cima ha travolto più cordate di escursionisti che stavano salendo in vetta. La zona è molto frequentata e nelle ore successive alla tragedia vari filmati del crollo ripreso da escursionisti sono circolati sui social.

Il cordoglio della politica

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, giunto a Canazei, si è detto provato dalla tragedia: "Sono qui per rendermi conto di persona di quello che è successo. Abbiamo fatto il punto tecnico e operativo con tutti coloro che hanno collaborato alle operazioni, ma soprattutto sono qui per esprimere la pi sincera, affettuosa, accorata vicinanza alle famiglie delle vittime e dispersi». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, da Canazei. «Il dramma che dipende da deterioramento ambiente. Bisogna prendere provvedimenti affinché quanto accaduto sulla Marmolada non accada più in Italia".

Il presidente Mattarella ha invece telefonato al presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per esprimere cordoglio e vicinanza per la tragedia della Marmolada. Lo rende noto la Provincia di Trento.

VIDEO - Tragedia sulla Regina delle Dolomiti: il cordoglio delle istituzioni per le vittime della Marmolada

"Il capo dello Stato ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione", ha spiegato Fugatti.

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Il racconto dei sopravvissuti

Proprio alcuni escursionisti, che sono scampati alla tragedia, intervistati dal Corriere della Sera hanno raccontato lo stato pessimo del ghiacciaio che sembra aver dato qualche avvisaglia: "Noi siamo venuti giù con la funivia che porta a malga Ciapela 15 minuti prima che accadesse tutto. Ci ha colpito tanto la condizione del ghiacciaio rispetto a due anni fa, quando ci eravamo stati l’ultima volta. Il ghiacciaio è in uno stato veramente tremendo, una neve nera, piena di spaccature".

Marmolada, si aggrava il bilancio della tragedia: 7 morti, 19 dispersi (Punta Rocca, REUTERS/Borut Zivulovic)
Marmolada, si aggrava il bilancio della tragedia: 7 morti, 19 dispersi (Punta Rocca, REUTERS/Borut Zivulovic)

"C'era molto caldo, sabato c’erano 10 gradi, domenica ce n’erano 7 che sono comunque tanti a oltre tremila metri d’altezza, non va bene… C’era gente in maniche corte" hanno raccontato i due escursionisti trevigiani.

VIDEO - Marmolada, le immagini del crollo

Nelle parole dei sopravvissuti c'è la denuncia di chi ha notato il degrado del ghiacciaio e ha definito la tragedia come una vendetta della natura: "Era un giornata normale, ci siamo solo stupiti della neve che mi vien da definire “marcia”, scurissima. E ce n’era veramente poca. Come noi, tanti altri salgono con la funivia, da malga Ciapela. Turisti con le scarpe. Purtroppo la natura ci sta facendo pagare quello che stiamo combinando. Io la vedo così: stiamo rovinando tutto. Ciò che è accaduto oggi non ha coinvolto, a quanto leggo, persone sprovvedute, come a volte succede, che affrontano la montagna in ciabattine. Qui è successo qualcosa di diverso: la natura reagisce, dà dei segnali".

"Sulla terrazza si sentivano i commenti: trent’anni fa qui si sciava anche d’estate, la neve scendeva fino al Fedaia" hanno raccontato.

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