Marò, Massimiliano Latorre chiede i danni allo Stato: "Rischiavo la pena di morte"

Salvatore Girone (centre L) and Latorre Massimiliano (3rd R), members of the navy security team of Napoli registered Italian merchant vessel Enrica Lexie, sit in a police vehicle after they appeared before a court at Kollam in the southern Indian state of Kerala March 5, 2012. Indian authorities last month arrested two marines, Latorre and Girone, in Kochi for the alleged shooting of two local fishermen. The marines were part of a security detachment assigned to protect the Italian merchant vessel Enrica Lexie from piracy. REUTERS/Sivaram V (INDIA - Tags: MILITARY POLITICS CRIME LAW)
Marò, Massimiliano Latorre chiede i danni allo Stato: "Rischiavo la pena di morte"

Non si spegne l'attenzione attorno al caso dei Marò. Massimiliano Latorre, che con Salvatore Girone fu accusato dell'omicidio di due pescatori indiani, starebbe per chiedere il risarcimento danni allo Stato. Ecco il motivo.

VIDEO - Marò, la Corte suprema indiana chiude il caso. Le mogli "carne da macello"

Nel 2012, con l'altro fuciliere della Marina, Latorre fu accusato dell'omicidio di due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala. Il militare si scaglia ora contro il nostro Paese, accusandolo di averlo rispedito in India. Lì ha rischiato la pena di morte ed ebbe persino un ictus. Inoltre, tutti gli anni di processi hanno rappresentato per lui un ostacolo alla carriera.

Per l'accaduto, Latorre e Girone rimasero in un carcere indiano per 106 giorni. Poi furono rimandati in Italia e in seguito di nuovo costretti a tornare in India. Dopo anni di battaglie legali, il loro processo è stato archiviato. Secondo i giudici, infatti, i due marò rispettarono le regole di ingaggio. All'epoca erano funzionari di Stato e spararono in acqua pensando si trattasse di un attacco da parte dei pirati alla nave petroliera Enrica Lexie. I due fucilieri erano impegnati in una missione anti-pirateria.

LEGGI ANCHE: Caso Marò, Cirielli (FdI) presenta disegno legge per una Commissione inchiesta

I pescatori uccisi erano Ajeesh Pink e Valentine Jelastine. Oltre alle loro famiglie, un risarcimento da 20 milioni è stato riconosciuto a Freddy Bosco, proprietario del St. Antony, rimasto ferito. I due spararono colpi di avvertimento in acqua, ma alcuni proiettili raggiunsero il peschereccio che si era avvicinato troppo alla nave. Il barchino, infatti, si trovava a una distanza di 90/100 metri e fu scambiato per un assalto vero e proprio.

LEGGI ANCHE: I marò Latorre e Girone sono stati assolti perché spararono convinti di essere sotto attacco

A distanza di anni il marò Massimiliano Latorre sarebbe pronto a fare causa allo Stato chiedendo un maxi-risarcimento milionario per averlo fatto tornare in India dove rischiava la pena di morte. A farlo sapere è il Fatto Quotidiano, spiegando che il luogotenente chiede un risarcimento per non aver potuto fare carriera, mettere su famiglia e diversi altri motivi. A difendere il militare, tuttora in Marina, sono gli avvocati Fabio Anselmo, già legale della famiglia Cucchi, e Silvia Galeone. Per il momento, prosegue il Fatto Quotidiano, è in corso all'Ordine degli avvocati di Roma la mediazione che precede obbligatoriamente le cause civili.

L'Avvocatura dello Stato, che rappresenta il nostro Paese, non sembra però ben disposta nei confronti di Latorre. L'Avvocatura ricorda che l'Italia ha dovuto sostenere spese enormi per far seguire il complesso caso a un team internazionali di legali. Inoltre, hanno destinato un ingente indennizzo (40 milioni di rupie) alle famiglie delle due vittime.

LEGGI ANCHE: Caso Marò, chiuso formalmente contenzioso tra Italia e India

Non si esclude un'altra causa, che potrebbe presto arrivare da parte dell'altro marò, Salvatore Girone. "Abbiamo scritto una lettera alla Marina chiedendo di riparare al sacrificio patito da Girone, con toni amichevoli, ma è arrivata una risposta negativa di una sola riga. Ora stiamo valutando", ha dichiarato il suo legale, Enrico Loasses

Solo nel 2020, 8 anni dopo i fatti, un Tribunale arbitrale internazionale ha stabilito che i due marò fossero processati nel nostro Paese, oltre a definire un risarcimento da parte dell'Italia agli altri componenti dell'equipaggio del peschereccio indiano. "L'Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l'India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all'imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell'equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony", si legge nella sentenza.