Marocco, legge emergenza Covid-19 usata contro difensori diritti -4-

Red/Bea

Roma, 9 giu. (askanews) - Anche un terzo amministratore della stessa pagina, Mohamed Chejii, stato arrestato il 19 aprile e rilasciato il giorno seguente ma il procedimento nei suoi confronti in corso e il processo per i tre era stato fissato per l'8 giugno.

Il loro avvocato ha riferito ad Amnesty International che i tre sono sotto accusa per i due post di Facebook pubblicati su Fazaz 24 il 3 e il 4 aprile. Il loro primo post, che stato condiviso su altri canali mediatici, il video di un uomo anziano, ritenuto un tassista proveniente da Khenifra nell'area centro-settentrionale del paese, che cerca disperatamente aiuto dalle autorit locali dicendo di essere tra i quei lavoratori ai quali il lockdown ha impedito di guadagnare e di non sapere a chi rivolgersi per chiedere aiuto. Il secondo post riguardava il "clientelismo" e la distribuzione iniqua degli aiuti tra gli abitanti di Khenifra ad opera delle autorit locali durante la crisi di Covid-19.

Il 27 aprile, la polizia di Nador, una citt situata nella regione marocchina nord-orientale del Rif, ha arrestato Omar Naji, rappresentante locale dell'Associazione marocchina dei diritti umani (Association Marocaine des Droits de l'Homme - Amdh), e lo ha rilasciato il giorno seguente dietro pagamento di una cauzione di 10.000 dirham (circa 920 euro). Le accuse a suo carico si riferiscono a un post su Facebook del 20 aprile nel quale ha criticato il modo in cui le autorit a Nador confiscavano a venditori non autorizzati merci da distribuire alle associazioni locali durante la crisi di Covid-19. La prima udienza del suo processo era stata fissata per il 2 giugno ma poi stata spostata al 14 luglio.(Segue)