Maroni: l'8 novembre la sentenza d'appello per l'ex governatore

Fcz

Milano, 14 ott. (askanews) - Arriverà il prossimo 8 novembre la sentenza del processo d'appello che vede l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, imputato per i presunti favori a due sue ex collaboratrici. I giudici della Seconda Corte d'Appello di Milano, dopo la requisitoria del sostituto pg Vincenzo Calia e le arringhe difensive, hanno infatti aggiornato il procedimento fissando un'altra udienza per le eventuali repliche della pubblica accusa e le controrepliche delle difese. In ogni caso, l'8 novembre il collegio presieduto dal giudice Piero Gamacchio si rititerà in camera di consiglio per il verdetto.

In primo grado il politico della Lega era stato condannato a 1 anno per turbata libertà nella scelta del contraente ma assolto dall'accusa di induzione indebita. In pratica, il Tribunale di Milano lo aveva ritenuto colpevole soltanto del contratto "su misura" ottenuto da Mara Carluccio, sua collabortrice ai tempi del Viminale, in Eupolis, società interamente controllata dalla Regione Lombardia. Scagionandolo, invece, dall'accusa di aver esercitato pressioni sugli allora vertici Expo per favorire Maria Grazia Paturzo - altra sua collaboratrice al Ministero dell'Interno e a lui legata, secondo la procura, da una "relazione affettiva" - nel tentativo di farla partecipare a un viaggio istituzionale a Tokio interamente a spese della società che si occupava dell'organizzazione dell'Esposizione Universale del 2015.

Il processo d'appello si è aperto oggi alla presenza dello stesso Maroni che ha voluto essere in aula. Il sostituto procuratore generale Vincenzo Calia ha chiesto di condannare l'ex governatore a 2 anni e 6 mesi di carcere, la stessa pena chiesta (ma non ottenuta) nel primo grado di giudizio dal pm Eugenio Fusco. Insistendo, in particolare, sul "danno alla pubblica amministrazione" provocato da Maroni e dagli altri uomini del suo staff, l'ex capo della sua segreteria politica Giacomo Ciriello e l'ex direttore generale della Regione, Andrea Gibelli, per imporre l'assunzione di Mara Carluccio ad Alberto Brugnoli, l'ex direttore generale di Eupolis uscito dal processo dopo aver patteggiato 8 mesi di pena. "Non ho mai imposto nulla a nessuno", si è difeso Maroni che con una serie di dichiarazioni spontanee in aula ha rivendicato la correttezza del proprio operato: "Mara Carluccio era la persona giusta, era molto competente e preparata, ma non ho mai telefonato a Brugnoli per sponsorizzarla".

Secondo il rappresentate della pubblica accusa, anche Ciriello si è reso responsabile di induzione indebita e deve essere condannato a 2 anni e 2 mesi di carcere (contro i 12 mesi del primo grado di giudizio). Chiesta invece la conferma della condanne gli altri due imputati: 10 mesi e 20 giorni per Gibelli e 6 mesi per Carluccio.