Maroni si difende in aula: mai imposto nulla a nessuno

Fcz

Milano, 14 ott. (askanews) - "Nella mia lunga attività politica e istituzionale, non ho mai presteso nè imposto nulla a nessuno". L'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, si è difeso così nell'aula del processo d'appello che lo vede imputato per il caso del contratto "su misura" ottenuto da una sua storica ex collaboratrice al Viminale, Mara Carluccio, in Eupolis, società regionale lombarda che si occupa di formazione professionale. Maroni, condannato in primo grado a 1 anno (ma assolto dall'accusa di induzione inebita relativa alle presunte pressioni esercitate sui vertici Expo per favorire Maria Grazia Parturzo, altra sua storica collaboratrice e a lui legata, secondo l'accusa, da una "relazione affettiva), si è presentato alla prima udienza del processo d'appello e ha preso la parola in aula per ribadire, attraverso una serie di dichiarazioni spontanee, la propria innocenza: "In questo caso non ho mai imposto di assumere la Carluccio, non ho mai preteso da nessuno di violare norme legge o di regolamento per mio conto, figuriamoci una norma penale".

Secondo Maroni, Carluccio era "la persona giusta" per ricoprire l'incarico in Eupolis, soprattutto perchè "era molto competente e preparata nel settore della sicurezza". Nonostante questo, "non ho mai telefonato a Non ho mai telefonato ad Alberto Brugnoli (l'ex dg di Eupolis uscito dal processo dopo aver patteggiato la pena a 8 mesi - ndr) né per sponsorizzare Carluccio né per altri motivi, neanche per interposta persona".