Maroni si difende in aula: mai imposto nulla a nessuno -2-

Fcz

Milano, 14 ott. (askanews) - Maroni ha deciso di rendere dichiarazioni spontanee in aula dopo la requisitoria del sostituto procuratore generale Vincenzo Calia che ha chiesto alla Corte d'Appello di condannare l'ex governatore a 2 anni e 6 mesi di carcere, contro la pena a 1 anno che gli era stata inflitta nel primo grado di giudizio. Nel corso del suo lungo intervento in aula, il rappresentate della pubblica accusa ha insistito in particolare sul "danno provocato alla Pubblica Amministrazione" dall'ex governatore che, per favorire la sua ex collaboratrice Carluccio,, spinse il capo della sua segreteria politica, Giacomo Ciriello, e l'allora direttore generale della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, a intervenire su Alberto Brugnoli, direttore generale di Eupolis. Fu così che Brugnoli, sempre secondo la ricostruzione del sostituto procuratore generale, "preconfezionò un incarico ad hoc per Mara Carluccio", la quale "ottenne un contratto con lo stipendio da lei desiderato".

Un reato, ha puntualizzato ancora Calia in aula, commesso da Maroni insieme ai suoi più stretti collaboratori: "Tutto lo staff del presidente era consapevole della necessità di trovare una collocazione per le ex collaboratrici di Maroni". Così Brugnoli, come emerge dalle intercettazioni telefoniche effettuate in fase di indagini e dalle testimonianze raccolte dall'accusa, "decise di soddisfare le richieste di Maroni", al punto da "predisporre tutte le misure idonee ad aggirare la procedura" e mettere a punto "un bando preconfezionato" per Mara Carluccio.