Marrone: quei colloqui con l’Avvocato nel salotto di Villa Frescot

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 12 mar. (askanews) - "Era sempre acuto, brillante rapido nei collegamenti, ma allo stesso tempo attento e rispettoso dell'interlocutore". E' l'avvocato Gianni Agnelli nelle parole di Virgilio Marrone, ex direttore generale di Ifi, la holding degli Agnelli, confluita con Ifil nell'attuale Exor. "Ho lavorato come dirigente di Ifi, attuale Exor, per 40 anni, durante i quali ho avuto molte occasioni di incontrare l'avvocato Agnelli o partecipare a riunioni con lui", ha ricordato Marrone, raggiunto al telefono da askanews.

"Per molti anni mi sono occupato degli aspetti organizzativi delle riunioni dell'Accomandita, a cui giustamente l'avvocato dedicava grande attenzione. Devo confessare che gli incontri che ricordo con maggiore affetto si riferiscono a un periodo piuttosto lontano, cioè a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta", ha premesso Marrone, uno degli uomini più vicini all'Avvocato. Riservato, raramente ha rilasciato interviste, Marrone, che è anche il padre del consigliere regionale Maurizio Marrone, ha sempre lavorato fin dai suoi esordi per gli Agnelli.

"In quegli anni Gianluigi Gabetti era amministratore delegato di Ifi e trascorreva lunghi periodi negli Stati Uniti per curare gli investimenti della controllata Ifint e io come assistente di Gabetti e su suo incarico andavo con una certa frequenza dall'avvocato Agnelli, allora presidente dell'Ifi, per relazionare su investimenti in corso e andamenti delle società partecipate", ha rievocato il manager di origini liguri.

"Salivo a Villa Frescot con la mia auto, parcheggiavo davanti alla Villa e venivo attorniato dal gruppo di cani husky dell'Avvocato, non aggressivi, ma piuttosto invadenti. Il leggendario maggiordomo Brunetto mi faceva accomodare nel salotto prospiciente all'ingresso e lì arrivava l'Avvocato immediatamente con la sua proverbiale puntualità", ha raccontato Marrone, che allora era un giovane dirigente della holding.

"Io in genere arrivavo con la documentazione che avevo recato e illustravo i temi della riunione preliminare ad una qualche decisione. L'avvocato Agnelli ascoltava con attenzione e chiedeva chiarimenti e indicava correzioni ove necessario. Era sempre acuto, brillante rapido nei collegamenti, ma allo stesso tempo attento e rispettoso dell'interlocutore. Aveva un atteggiamento di disponibilità nei miei confronti, dovuto probabilmente alla mia giovane età e al fatto che mi presentavo come latore di comunicazioni e messaggi del dottor Gabetti", ha ricordato Marrone.

"Per me il più bel ricordo dell'avvocato Agnelli - ha concluso - è nella visione un po' intimista di questi colloqui, pur su temi esclusivamente di lavoro e senza aperture personali, nella penombra del salotto di Villa Frescot e nel silenzio della collina torinese".