Marte, Curiosity scopre misterioso oggetto lucido

Il rover veterano Curiosity, che vaga per la superficie del pianeta rosso dal 2012, gli ultimi giorni di novembre è stato attirato da una roccia luccicante, che è da allora stata soprannominata “Little Colonsay“. Le prime immagini mandate all’Agenzia aerospaziale americana, che mostrano l’oggetto particolarmente lucido, hanno indotto gli scienziati a pensare che si possa trattare di un meteorite schiantatosi su Marte.

Curiosity, scovato oggetto misterioso

“Il team di pianificazione pensa che possa essere un meteorite perché è così brillante. Ma le apparenze ingannano, e solo la chimica potrà darci risposte”. E’ ciò che ha scritto sul blog della Nasa Suzanne Schwenzer, del Jet Propulsion Laboratory, che guida la missione di Curiosity. Il rover ha trovato un oggetto luccicante sulla superficie del pianeta rosso, e ne ha mandato le foto scattate direttamente all’Agenzia aerospaziale americana.

Il robot attualmente si trova nel sito di trivellazione “Highfield“. Tuttavia, il rover non è stato in grado di studiare la roccia più approfonditamente. Per esaminare la composizione dell’oggetto, Curiosity lo colpirà con un potente raggio laser prossimamente. Sulla Terra risulta già particolarmente difficile individuare dei meteoriti, sebbene lo spessore dell’atmosfera terrestre tende a incenerire la superficie esterna dell’oggetto spaziale che precipita verso il suolo.
L’atmosfera di Marte, al contrario, è sottile, per cui andare in cerca di oggetti luccicanti non è la strategia migliore per trovare oggetti provenienti dall’esterno. In questo caso, la sua apparenza potrebbe essere data dalla composizione in lega, di nichel e ferro.

Marte, continuano le ricerche

Mentre la ChemCam (Chemistry&Camera) di Curiosity è impegnata a visualizzare e analizzare Little Colonsay – dal nome di un’isola scozzese, il rover ha continuato il suo lavoro, servendosi degli altri suoi strumenti per scavare il terreno intorno alla roccia misteriosa, e vari sensori ambientali stanno ispezionando l’area circostante.
Suzanne Schwenzer ha ribadito che “l’analisi chimica è necessaria per verificare la sua natura”.
I meteoriti in ferro rappresentano un mero 4,4% di quelli totali presenti sulla Terra, mentre su Marte sono la stragrande maggioranza.