Marte, riscontrati due nuovi terremoti

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Marte terremoti
Marte terremoti

Dopo l’atterraggio del Rover Persevrance, proseguono gli studi sul pianeta rosso. Il lander InSight della Nasa ha segnalato su Marte due forti terremoti, localizzati in un’area chiamata Cerberus Fossae.

Marte, registrati forti terremoti

Le nuove scosse di terremoto registrate dal lander InSight hanno una magnitudo di 3.3 e 3.1. Si sono verificate nella stessa località dove sono stati segnalati i terremoti precedenti, di magnitudo 3.6 e 3.5. Finora InSight ha registrato più di 500 terremoti. Ma una maggiore chiarezza dei segnali riguarda proprio gli ultimi fenomeni individuati, che sono tra le migliori rilevazioni effettuate finora.

Attraverso lo studio dei “marsquake”, il team scientifico di InSight cerca di approfondire la conoscenza del mantello e del nucleo di Marte. A differenza della Terra, il pianeta rosso non ha placche tettoniche. Sono però presenti aree vulcanicamente attive, che possono causare rumori. I terremoti registrati il 7 e il 18 marzo 2021 lasciano supporre che l’area di Cerberus Fossae sia un centro di attività sismica.

“Nel corso della missione, abbiamo assistito a due diversi tipi di terremoti: uno più simile a quelli sulla Luna e l’altro, più simile a quelli della Terra”. Così ha fatto sapere Taichi Kawamura dell’Institut de Physique du Globe de Paris, che ha fornito il sismometro di InSight e distribuisce i suoi dati insieme all’Università di ricerca svizzera ETH di Zurigo.

Dalla Nasa hanno spiegato che sul nostro pianeta le scosse di terremoto viaggiano più direttamente attraverso la Terra. Mentre quelle sulla Luna tendono a essere molto sparse. I “martemoti” sono una via di mezzo. “È interessante notare che tutti e quattro questi terremoti più grandi, localizzati nell’area di Cerberus Fossae, sono simili a quelli che si verificato sulla Terra“, ha aggiunto Kawamura.

Durante la passata stagione invernale settentrionale, InSight non è riuscito a rilevare alcun terremoto. “È meraviglioso osservare ancora una volta i marsquake dopo un lungo periodo di registrazione del rumore del vento”, ha dichiarato John Clinton, sismologo alla guida del Marsquake Service di InSight all’ETH di Zurigo. “Un anno marziano dopo, ora siamo molto più veloci nel caratterizzare l’attività sismica sul pianeta rosso, ha fatto sapere.