Martella: il futuro del Paese dipende anche dall'editoria

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Roma, 4 dic. (askanews) - "I libri sono essenziali per produrre cultura, ma anche per costruire il domani. Il futuro del nostro Paese dipende anche dal futuro dell'editoria, che è la prima industria culturale del Paese". Parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria, Andrea Martella, intervenendo all'inaugurazione della 18esima edizione di "Più libri più liberi", alla Nuvola a Roma.

"Mentre venivo qui ho pensato alle parole di Adriano Olivetti, che a chi gli chiedeva come mai lui, imprenditore di successo, amasse circondarsi di tanti intellettuali, rispose che se voleva capire l'andamento del futuro avrebbe dovuto chiederlo a poeti e scrittori", ha aggiunto Martella. Sulle ultime rilevazioni dell'Istat, il sottosegretario ha evidenziato come "non ci sfugge la fotografia impietosa che vede il nostro Paese tra gli ultimi in Europa per i dati di lettura. In Italia c'e' un grande squilibrio tra Nord e Sud e per questo stiamo mettendo in campo delle risposte che coinvolgono tutti i soggetti istituzionali, le scuole, i cittadini. Stiamo lavorando per introdurre la lettura di quotidiani, riviste, periodici, nelle scuole con l'obiettivo di aumentare la platea di lettori ed educare alla lettura. Il titolo di questa fiera è davvero indicativo: leggere - ha sottolineato - significa essere piu' liberi. Nei prossimi giorni dobbiamo ricordare questo aspetto, perche' è una chiave che ci fa capire il passato ma io credo che possa essere una chiave per interpretare e costruire al meglio anche il nostro futuro". Il sottosegretario ha poi ricordato che "sono in arrivo delle politiche per l'editoria. Faremo una nuova legge che si chiamerà editoria 5.0, che si pone l'obiettivo di sostenere con contributi diretti e indiretti tutta la filiera, dagli editori ai lettori passando per gli edicolanti, i distributori, i giornalisti".