##Martella: informazione collante società, aiuti o fallisce democrazia

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Roma, 3 ott. (askanews) - Il mondo dell'informazione, i giornali, l'editoria nelle sue varie forme rappresentano il "collante" di una comunità. Cosa che ha molto a che fare con il "concetto di democrazia". Per questo motivo, di fronte alla crisi che il settore sta attraversando da tempo lo Stato (attraverso il governo) non può non dare il suo contributo, il suo sostegno a questo sistema perché non sia lasciato in balia delle leggi di mercato, della legge del più forte. Un fallimento di questo settore non rappresenterebbe altro che "il fallimento della democrazia". Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria, coglie l'occasione di un suo intervento nell'ambito del 'Festival delle città' per ribadire la diversità con la gestione del suo predecessore a Palazzo Chigi e, nello stesso tempo, per cominciare a tratteggiare con puntualità le linee del suo programma.

I giornali, ha cominciato raccontando del legame tra carta stampata e territorio, "raccontano quello che succede nella città e danno una visione d'insieme. Svolgono una funzione di servizio, di collante - ha sottolineato - di una comunità". Così come rappresentano un punto di riferimento per l'informazione le edicole, le librerie, che "debbano avere un sostegno adeguato".

Martella ha marcato la differenza con il precedente governo, sia nell'atteggiamento che nelle proposte politiche. "Credo di stare instaurando - ha sottolineato - un clima diverso, di dialogo con tutti quelli che si occupano del settore. Nelle prossime settimane riunirò tavoli con tutti i soggetti interessati all'informazione con iniziative concrete e tangibili già nella prossima legge di bilancio".

Per Martella "l'informazione di qualità è fondamentale per la democrazia" e "per essere plurale si deve agganciare alla verità dei fatti". E il sostegno all'informazione che deriva da questo approccio, ha chiarito, "non è un sussidio uguale agli altri, ha a che fare con il concetto di democrazia".

Le politiche sull'informazione debbono essere affrontate in modo che "si permetta il consolidamento del settore" e nello stesso tempo, ha rilevato il sottosegretario, "l'innovazione guardando al futuro". Martella non ha dubbi, "il finanziamento statale per il fondo sul pluralismo dovrà essere mantenuto, considerando le difficoltà del mercato" ed essendo "consapevoli che non possiamo permetterci un fallimento del comparto perché sarebbe un fallimento della democrazia". Ecco allora che il sottosegretario, preannunciando a giorni l'esposizione delle sue linee programmatiche, declina gli aiuti come "sostegno diretto, indiretto, sostegno alla domanda, allargamento degli incentivi fiscali agli inserzionisti, ulteriori sostegni agli abbonamenti cartacei e digitali". Insomma la politica si "deve dotare di strumenti - ha sollecitato - per affrontare la crisi e, nello stesso tempo, per permettere al mondo dell'editoria di affrontare la necessaria modernizzazione tecnologica".

Ma Martella non si è fermato qui con le sue proposte, i suoi suggerimenti. "Nell'agenda dell'Ue - ha ricordato - c'è la Web tax e noi dobbiamo pensare che una parte di quel gettito possa andare a favore dell'editoria". Il sottosegretario ha poi lanciato l'idea di una campagna fatta insieme all'Anci e alla Fieg da sviluppare nelle scuole e nelle università "per spiegare il ruolo della stampa, del concetto di informazione", per vincere "prima di tutto una battaglia culturale". Martella ha poi proposto l'istituzione di un portale consultabile dai cittadini che permetta di ricordare la storia dei giornali.

Alla manifestazione tra gli altri era presente Andrea Riffeser Monti, presidente di Poligrafici Editoriale e dellla Fieg che ha innazitutto sottolineato come non sia vero che in Italia non si leggano più giornali, "anzi il dato dei lettori è in aumento. Il problema è che i giornali vengono letti gratis, al bar per esempio. È una stortura che fino a qualche anno fa andava bene - ha detto - ma ora si deve intervenire". È "un problema fondamentale per la nostra sopravvivenza economica", ha aggiunto. Così come deve essere affrontato il tema del copyright. "Ci sono Paesi che hanno adottato la normativa Ue come la Francia - ha spiegato - ma non sanno come affrontare il problema" perché "l'Ue deve quantificare la remunerazione dei nostri articoli su Internet. È una situazione molto complicata".