Martina Rossi, il papà: "La verità è che è stata ammazzata"

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"Io non ho mai cessato di pensare per un attimo che potevamo arrivare un po' più vicini alla verità, e la verità è che mia figlia l'hanno ammazzata. Questo per conto mio è un omicidio, se no Martina ora sarebbe qui". Lo afferma all'Adnkronos Bruno Rossi, il papà di Martina, la ragazza genovese di 20 anni morta cadendo dal terrazzo di un hotel a Palma di Maiorca nel 2011, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Cassazione che lo scorso 21 gennaio aveva annullato l'assoluzione per i due imputati nel processo sulla morte della ragazza, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi.

"Sa cosa aveva detto uno dei due? 'Ora Martina sarà contenta', pensi cos'hanno detto. Mia figlia era molto brava a scrivere, a disegnare, fin da piccola. Non ha vissuto. E hanno anche sperato di farla franca. Il fatto di poterne parlare, io mi auguro almeno possa servire perché non ci sia mai più un'altra Martina e chi le ha fatto del male paghi. Se no è come schiacciare una formica", dice il papà della ragazza.

E sulla sentenza: "Io questa sentenza complessivamente non l'ho ancora vista tutta, ho sentito alcune parti. Dagli stralci che ho letto mi sembra una cosa positiva che abbiano recepito tante cose del processo e della morte di mia figlia".

"Ci sono voluti troppi anni, chi vive queste situazioni capisce quanto sia difficile arrivare alla fine, specie se uno non dispone dei mezzi, della possibilità, del tempo per arrivare alla giustizia. Questo succede nel nostro Paese come in tutta Europa. A volte -sottolinea- la giustizia è per chi ha i mezzi economici per poterla trovare. E chi magari è precario o ha difficoltà economiche come fa a trovare le risorse per poter stare 10 anni in attesa? Io penso che chi ci guida e ci amministra dovrebbe tenerne conto".