Martina Rossi, prescritta l’accusa di morte: processo rinviato al 2020

Martina Rossi accusa di morte

La Corte d’Appello ha prescritto uno dei due reati di cui sono accusati Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni per il decesso di Martina Rossi, ovvero l’accusa di morte come conseguenza di un altro reato.

Martina Rossi, accusa di morte prescritta

I due aretini erano stati condannati a 6 anni in primo grado, di cui 3 proprio per il reato che ora è stato prescritto. Gli altri 3 sono invece riferiti all’altra accusa, vale a dire quella di tentata violenza sessuale di gruppo. Stando agli atti accusatori, la giovane studentessa genovese sarebbe morta nel 2011 cadendo dal balcone di un hotel a Maiorca, da cui si sarebbe lanciata per sfuggire ad un tentativo di aggressione sessuale. Questa la tesi accolta dai giudici, che avevano rigettato le richieste della difesa di assoluzione sia per Vanneschi, per non sussistenza del fatto, sia per Albertoni, per mancanza di prove.

Essendo sopraggiunta la prescrizione, è venuta meno anche l’urgenza del procedimento. Così il giudice che avrebbe dovuto dare avvio al secondo grado del processo ha optato per rinviarlo al 25 settembre 2020. Ha poi fissato la seconda udienza per il 5 ottobre. In questo modo potrà dare la precedenza ad altri processi con detenuti.

Rimane quindi in piedi la contestazione di tentata violenza sessuale di gruppo, ma in caso di condanna definitiva l’originaria pena di 6 anni verrebbe almeno dimezzata. Non ci sarebbero più infatti i 3 riferiti all’accusa di morte.

Una decisione che il padre di Martina ha definito durissima da digerire. “Non si può prescrivere un omicidio dopo tutto quello che è successo in questi anni“, ha dichiarato.