Mary McAleese: è arrivato il momento del #metoo cattolico

Red/Cro

Città del Vaticano, 7 mar. (askanews) - E' arrivato il #metoo cattolico. Il movimento di protesta femminile contro le molestie sessuali, partito a Hollywood a ottobre scorso con le rivelazioni sugli abusi del produttore Harvey Weinstein e proseguito in tutto il globo come denuncia della subalternità in cui ancora oggi sono costrette molte donne, sbarca in Vaticano. O, meglio, vicino al Vaticano. Per l'otto marzo, domani, giunge infatti alla quinta edizione Voices of faith, voci di fede, un convegno organizzato da donne cattoliche che rivendicano un ruolo maggiore nella Chiesa. Ma quest'anno il tono è diverso.

Il convegno di domani, intitolato "Why Women Matter", perché le donne sono importanti, "è parte di un movimento più ampio", ha spiegato Mary McAleese, ex Presidente della Repubblica d'Irlanda, nel corso di una conferenza stampa ospitata presso la sala stampa estera: "Le donne ora stanno parlando, con autorità e anche con solidarietà, su un ventaglio di questioni che hanno colpito le donne, che sono state trascurate da strutture patriarcali, e ora c'è una presenza istruita, abbiamo i social media, siamo interconnesse e globalizzate in modi mai visti prima e quindi siamo in grado di offrire l'un l'altra solidarietà attraverso un ampio ventaglio di questioni e sì, si può dire che è un momento 'mee too' per la Chiesa".

Il convegno, domani, avverrà presso la curia generalizia dei gesuiti, a pochi passi da piazza San Pietro ma non, come negli anni scorsi, dentro lo Stato della Città del Vaticano. Nei mesi scorsi, hanno spiegato le rappresentanti di Voices of faith, è stato presentato al dicastero vaticano responsabile di Laici, Famiglia e Vita, guidato dal cardinale statunitense Kevin Farrell, un panel con gli interventi di 11 donne, ma il Vaticano ha depennato tre nomi, tra cui appunto Mary McAleese. Mossa giudicata inaccettabile dal board dell'organizzazione, che ha deciso di svolgere comunque l'evento, nel pomeriggio di domani presso i gesuiti, con tutte le speaker previste.

"Oggi - si legge nella brochure dell'evento - le donne domandano perché la Chiesa è così lenta nel riconoscere il loro valore e aprire loro la governance e i ruoli ministeriali; ruoli che comprendono la loro fede, i loro doni, la loro esperienza e la loro educazione nelle strutture di autorità a tutti i livelli. VOices of faith ritiene che le voci delle donne nel Vaticano vanno portate avanti quanto le loro controparti maschili, e con lo stesso peso. Se gli attuali leader della Curia romana non includono donne capaci e qulificate nei ruoli che sono teoricamente aperte ad esse, affrontiamo un futuro nel quale la Chiesa cattolica sarà un relitto del passato".

Ma nessuna corsa in avanti, per il board internazionale dell'organizzazione. Donne diacono, donne cardinali, donne capodicastero della Curia sono tutte ipotesi, ma, soprattutto, Voices of Faith chiede "dialogo" con il Papa e la Curia, senza precipitare unilateralmente le conclusioni.

"Ovviamente sono a favore dell'ordinazione femminile", dice McAleese, "aborrisco del tutto l'idea che le donne siano escluse dall'ordinazione, ma il Papa ha detto che questa possibilità è esclusa, e allora il mio argomento è che non discuto nemmeno. Penso che la teologia (su questo punto) sia ridicola e folle e verrà meno ad ogni modo. E allora cambio la questione: dato che escludi le donne dal sacerdozio e dato che tutte le decisioni e il discernimento ecclesiale è filtrato dal sacerdozio, come intendi includere le donne e dare loro piena eguaglianza nella Chiesa?". Per ora, senza risposta.