Mascherine obbligatorie sui mezzi pubblici, il monito di Speranza

mascherine sui mezzi pubblici
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Mascherine sui mezzi pubblici dopo il 15 giugno: cosa cambia? Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ribadito che la “pandemia non è ancora finita”.

Speranza: “La pandemia non è ancora finita”

Cambiano le regole legate alla gestione della pandemia a partire dal 15 giugno 2022. Dalla data indicata, infatti, verranno introdotti nuovi allentamenti rispetto alle scarne restrizioni ancora esistenti in Italia nell’ambito dell’emergenza sanitaria causata dal Covid.

Nonostante la fine dello stato di emergenza e l’abolizione della maggior parte delle misure restrittive che sono state introdotte a partire dal 2020, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al futuro dell’uso delle mascherine e alla gestione della situazione pandemica.

In particolare, al termine di un evento organizzato dalla società italiana di urologia, Speranza ha dichiarato: “Dobbiamo considerare la pandemia ancora non conclusa: in tanti Paesi da qualche giorno, c’è una curva che ricomincia a crescere e non dobbiamo considerare che la partita è chiusa. Non siamo cioè fuori dal Covid, tuttavia tutto ciò che abbiamo, dai vaccini agli antivirali, ci consente di dire che siamo in una stagione diversa”.

Mascherine sui mezzi pubblici dopo il 15 giugno: “Valutazione in corso”

Focalizzandosi sul destino delle mascherine e sull’obbligo del dispositivo di protezione individuale sui mezzi di trasporto pubblico che potrebbe essere revocato il prossimo 15 giugno, il ministro della Salute ha spiegato: “La valutazione è in corso. Voglio continuare a chiedere ai soggetti fragili di proteggersi con la seconda dose booster del vaccino anti-Covid – e ha aggiunto –. C’è ancora margine di copertura ed i vaccini restano fondamentali. Veniamo da due anni complessi. Oggi siamo in una stagione diversa e abbiamo strumenti contro la pandemia che prima non avevamo ma è necessario continuare ad avere prudenza”.

Infine, Speranza ha concluso: “La prudenza ci vuole sempre. Abbiamo una nuova flash survey in agenda che ci dirà bene qual è la prevalenza delle varianti del nostro paese. La nostra rete di monitoraggio e sorveglianza non si è mai fermata. Siamo più forti naturalmente perché oltre il 90% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. Inoltre, oggi abbiamo antivirali e anticorpi monoclonali, ma la battaglia contro il COVID non è vinta e quindi dobbiamo continuare a tenere alto il livello di attenzione. Continuiamo sulla nostra linea”.

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