Mascherine, orari, distanze: “La scuola riparta come nel 2020”

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Image from askanews web site
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Roma, 5 lug. (askanews) - Nonostante l'arrivo dei vaccini anti Covid e la somministrazione delle dosi a decine di milioni di italiani (con il commissario Figliuolo certo "che entro il 30 settembre avremo raggiunto l'80% della popolazione"), a settembre la scuola italiana potrebbe ripartire non solo come si è chiusa a giugno, ma come 12 mesi prima, a fine estate 2020, nel pieno della pandemia: ovvero misurazione della temperatura, mascherine per tutti gli studenti dai 6 anni in su, banchi singoli, orari di ingresso e uscita scaglionati, lezioni solo in classi/locali che possano garantire il distanziamento e tutte le procedure sulle quarantene in caso di ragazzo o docente positivo.

E' questa, infatti, la posizione del Comitato tecnico scientifico che - pur se con il condizionale - così si è espresso nei giorni scorsi, in un parere al Ministero dell'Istruzione sull'inizio del prossimo anno scolastico: "Le misure dovrebbero essere le stesse previste all'inizio del precedente", hanno auspicato gli esperti, come riportato oggi da diversi quotidiani.

Massima prudenza quindi. Il punto è, secondo il Cts, che la riapertura delle scuole coincide con un periodo critico dell'andamento epidemiologico della pandemia: è vero che le vaccinazioni faranno calare la diffusione del virus, ma quasi il 30% del personale scolastico ancora non è vaccinato; inoltre l'effetto delle nuove varianti sui contagi, le imprevedibili conseguenze delle riaperture estive e delle vacanze chissà troppo spensierate, il ritorno massiccio in locali al chiuso di milioni tra studenti e prof., potrebbero creare le condizioni per un mix esplosivo da terza ondata proprio con l'inizio della stagione autunnale. Meglio quindi prevenire e nel caso allentare le misure via via, è la posizione del Comitato, che un liberi tutti subito che potrebbe mettere a rischio la campagna vaccinale e il raggiungimento della sperata immunità di gregge, pur sapendo di scontentare alunni, famiglie e docenti provati da 18 mesi di pandemia.

Ma per il Cts va evitato anche il rischio di arrivare a fine agosto come nel 2020, con il caos sui trasporti locali, sulle aule più capienti da trovare, sulle percentuali sulla didattica a distanza da applicare: per questo gli esperti auspicano che il governo individui subito le misure per gli istituti a seconda della zona di rischio in cui si troveranno.

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