Mascherine, usale come si deve: tutte le domande e risposte

Sono diventate beni di prima necessità, dovremo imparare a conviverci a lungo, anche se per ora è difficile reperirle. Sono le mascherine.

Se prima l'Organizzazione Mondiale della sanità proponeva l'impiego di questi dispositivi nei soggetti che hanno sintomi respiratori e quindi potrebbero contagiare gli altri, ora la potenziale trasmissione del Coronavirus da parte di soggetti che non hanno sintomi, spinge all'allargamento dell'utilizzo. Tanto che regioni come la Lombardia e la Toscana hanno imposto l'obbligo di indossarle a tutti fuori casa.

Ecco, in sintesi, qualche indicazione pratica, per aiutare a fare chiarezza dopo la confusione generata dalle tante dichiarazioni e indicazioni sull'argomento.

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Quali sono le diverse tipologie? (SFOGLIA LA GALLERY)

Le mascherine di protezione si differenziano per tipologia, specifiche e capacità filtrante. In ogni caso, devono rispettare alcune norme che definiscono gli standard tecnici e di sicurezza per l’uso cui sono destinate.

1. Mascherina chirurgica: limita la diffusione nell'ambiente di particelle potenzialmente infettanti, non ha funzione filtrante in fase inspiratoria pertanto non protegge dall'inalazione di aeree di piccole dimensioni. Sono destinate a limitare la trasmissione di agenti infettivi da parte del personale ai pazienti durante le procedure chirurgiche e altre attività mediche con requisiti simili. Possono anche essere indossate dai pazienti e da altre persone per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni, in particolare in situazioni epidemiche o pandemiche, come l’attuale.

2. FFP1: filtra l'80% delle particelle ambientali e non è raccomandato per la protezione da agenti patogeni che si trasmettono per via aerea. Assicurano un primo livello di protezione delle vie respiratorie in ambienti polverosi e che contengono particelle in sospensione. Si tratta quindi di maschere semi-facciali antipolvere comunemente utilizzate in diversi settori (industria tessile, alimentare, mineraria, siderurgica, edilizia e costruzioni).

3. FFP2: filtra il 95% delle particelle ambientali ed è raccomandata per gli operatori sanitari che assistono individui infetti o potenzialmente infetti.

4. FFP3: filtra il 98-99% delle particelle ambientali ed è raccomandata per gli operatori sanitari che assistono individui infetti o potenzialmente infetti, in particolare durante manovre che producono aerosol.

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A cosa serve la valvola?

Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 possono essere dotate di valvole: la loro presenza non ha alcun effetto sulla capacità filtrante del dispositivo ma assicura un comfort maggiore se la mascherina è indossata per molto tempo. In particolare, la valvola permette all’aria calda di fuoriuscire dal dispositivo, riducendo l’umidità, previene l’appannamento degli occhiali e facilita la respirazione.

Le mascherine di carta, le sciarpe o i foulard servono?

Possono essere d'aiuto, sempre in chiave di riduzione del rischio di trasmissione del virus ma non sono indicate per proteggere chi le porta. Quanto più il tessuto è spesso, tanto maggiore può essere la capacità protettiva.

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Come si indossa?

È importante seguire alcune regole per indossare, rimuovere e smaltire in modo corretto una mascherina. Altrimenti questo dispositivo, usato per ridurre il rischio di contagio, “invece di proteggerci può diventare una fonte di infezione a causa dei germi che potrebbero depositarsi sopra”, come spiega l’Organizzazione mondiale della sanità.

1. Prima di indossare una mascherina, lavare accuratamente le mani con un disinfettante a base di alcol o con acqua e sapone.

2. Nel coprire la bocca e il naso, assicurarsi che non ci siano spazi tra il viso e il dispositivo.

3. Evitare di toccarla mentre la si utilizza e sostituirla con una nuova non appena è umida.

5. Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore), buttarla immediatamente in un contenitore chiuso, lavarsi subito le mani.

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Quanto durano?

La mascherina ha un'efficacia limitata ad alcune ore poiché essendo un dispositivo di protezione individuale, è considerato un prodotto monouso, ossia "usa e getta". Gli esperti consigliano di cambiare la mascherina non appena diventa umida e gettarla, senza riutilizzarla, e sostituirla con una nuova, soprattutto se si tratta del tipo chirurgico. Per le mascherine con la sigla FFP, è possibile un ulteriore riuso, dopo averle disinfettate con alcol al 70%, anche se alcuni virologi sconsigliano tale pratica, soprattutto se fatta a casa.

Quanto costano e dove comprarle?

In generale, le mascherine chirurgiche vengono vendute a circa 1 euro, quelle con il filtro anche a 6-7 euro. Però tutto dipende dal prezzo all'ingrosso, perché se quello si alza, anche il costo al pubblico sarà diverso.

Nelle farmacie le forniture scarseggiano e si può provare a trovarle online, ma bisogna fare attenzione a prezzo e tempi di consegna, raccomanda il Codacons: "Si trovano online delle confezioni da 20 pezzi che negli ultimi mesi hanno visto un’impennata di prezzo, passando dai 55 euro di settembre, fino a un massimo di quasi 85 euro. Ma sono stati rintracciati anche casi peggiori, con confezioni da 5 pezzi vendute a 189 euro".

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In Lombardia come avere le mascherine "gratuite"?

A seguito dell'ordinanza che obbliga l'uso delle mascherine, o di indumenti a copertura di naso e bocca, quando si esce di casa, la Regione Lombardia ha annunciato la distribuzione di 3,3 milioni di mascherine gratuite. Si troveranno in farmacie, banche, supermercati e altre attività da lunedì 6 aprile, hanno fatto sapere. Anche se, una nota della Federazione dell'ordine dei farmacisti lombardi precisa che non saranno disponibili prima del fine settimana di Pasqua. Non saranno distribuite a chiunque, ma a chi ne è privo o a determinate categorie di persone fragili. "Le mascherine gratis devono aiutare proprio chi è in difficoltà: una persona che non ne ha bisogno non deve prenderla, non è un regalo", ha precisato l'assessore alla protezione civile Pietro Foroni.

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