Massimiliano Fedriga: "Green pass per i lavoratori purché non crei caos"

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ROME, ITALY - OCTOBER 19: Massimiliano Fedriga President of the Friuli Venezia Giulia Region attends in the 'Italian Pride' protest, a rally featuring Lega Nord and other right-wing opposition parties to protest against Italy's goverment on October 19, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Ivan Romano/Getty Images) (Photo: Ivan Romano via Getty Images)
ROME, ITALY - OCTOBER 19: Massimiliano Fedriga President of the Friuli Venezia Giulia Region attends in the 'Italian Pride' protest, a rally featuring Lega Nord and other right-wing opposition parties to protest against Italy's goverment on October 19, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Ivan Romano/Getty Images) (Photo: Ivan Romano via Getty Images)

Massimiliano Fedriga, lei si è detto d’accordo con l’estensione del Green Pass. È favorevole all’estensione, oltre che agli statali, a tutti i lavoratori del privato?

Io penso che la valutazione da fare, e che il governo sta facendo, sia questa: quale è la migliore scelta da punto di vista scientifico e come si concili con una valutazione di impatto sociale. La dico così, se vuole un titolo: vanno accompagnati i cittadini verso un percorso di sicurezza, senza però imposizioni che possano apparire vessatorie, altrimenti si rischia un effetto controproducente.

Questo titolo tiene dentro tutto. Andiamo allo svolgimento. Ci sono due ipotesi allo studio del governo: l’estensione agli statali e alle attività private in cui vige l’obbligo per gli utenti; l’estensione a tutti, da subito.

Guardi, sull’utilizzo del Green pass sono d’accordo così come sulla sua estensione. Ma deve essere applicabile, questo intendo quando dico “no a imposizioni vessatorie”.

Non capisco, mi faccia un esempio.

Per esempio sull’autobus non è applicabile. Nel pubblico impiego sì, ma non deve creare caos. Nel privato vale lo stesso ragionamento del pubblico impiego.

Bene, quindi un allargamento selettivo. Non pensa che invece la soluzione più estesa metta fine alla parcellizzazione delle misure che crea conflitti politici e nella società?

No, deve essere messo dove è utile, non ovunque e a prescindere. E a questo deve essere abbinata un’altra scelta. Se malauguratamente una regione dovesse diventare arancione o rossa, le attività, che senza Green pass avrebbero dovuto chiudere, con l’obbligo del Green pass restano aperte. È un modo per dare sicurezza a imprese, ristorazione, negozi.

Quindi, a proposito di libertà, lei condivide che questa normativa serve per stare aperti: poter mangiare fuori, incontrarsi, lavorare, insomma essere più liberi.

Serve a non chiudere e ad aprire ciò che l’altro anno era chiuso. Le imprese, a tutti i livelli, non possono permettersi un altro autunno come quello scorso, occorre conciliare lotta alla pandemia e Pil.

Come presidente della Conferenza Stato-regioni, si sta confrontando col governo?

Domani faremo una valutazione del provvedimento.

Zaia ha detto: “Il Green pass è una patente di libertà” e “vaccinarsi è una scelta di altruismo”. Condivide?

Condivido, può permettere di fare quello che non si poteva fare, esattamente come partecipare alla campagna di vaccinazione è una protezione per sé e per gli altri. Guardi, me lo faccia ricordare dopo mesi tremendi: non c’è solo il Covid. Avere ospedali pieni significa non dare servizio a chi soffre di altre patologie. Lo scorso anno gli interventi non urgenti sono stati rimandati, questo significa fare dei danni enorme.

Le sue dichiarazioni sono l’opposto di quel sostengono in parecchi del suo partito, il più perplesso. Ha strizzato l’occhio ai no vax, ha votato con le opposizioni. Questa volta si aspetta un atteggiamento diverso in Parlamento?

Mi sono reso conto che il mio partito viene dipinto come il partito che vuole fare confusione, in realtà è quello che vuole tenere assieme tutto. A questo concetto ci tengo, lo scriva: l’Italia non può essere governata come se ci fossero due eserciti contrapposti. In fondo Salvini sta cercando un equilibrio, tanto che ha messo nero su bianco alcune proposte su green pass e piano vaccinale frutto di un confronto con noi governatori. Ecco perché è assurdo parlare di spaccature nella Lega.

Lei è abile, ma a me sembra che l’equilibrio lo sta perdendo, tirato da una parte e dall’altra.

Ma guardi: elettoralmente è più facile fare i pasdaran. È facilissimo: ci sono quelli che dicono “Green pass anche per andare in bagno” e quelli che dicono “è una misura liberticida”. Così è facile. Invece abbiamo evidenze scientifiche sull’efficacia dei vaccini e sulla loro sicurezza, che non può essere messa in dubbio da profeti di giornata che si divertano sui social. E vanno conciliate con esigenze sociali. Si chiama politica.

A proposito di profeti di giornata. Al Senato si è svolto un convegno, promosso dalla Lega, para-negazionista, con follie spacciate come verità scientifiche. Abbiamo visto parlamentari nelle piazze no vax. Non prova un certo imbarazzo a stare nello stesso partito?

Non ho imbarazzi. Sto alle proposte che abbiamo depositato alla Camera: i 12 mesi per la validità del Green pass, tamponi sui minori. È buon senso. Quel convegno è sbagliato, e infatti Salvini non ci ha partecipato. Ha ingenerato solo confusione sulle cure domiciliari che sono utili, ma è falso dire che con quelle cure non si va più in ospedale. La Notizia invece positiva è il lavoro sugli antivirali che forse entro fine anno fornirà nuove armi per combattere il Covid o i progressi sui monoclonali, che possono essere utili a bloccare la malattia grave. E questo lo dice la scienza.

Lei, se fosse necessario, sarebbe favorevole all’obbligo vaccinale come ha detto Draghi?

Temo abbia l’effetto controproducente, come mostra il caso, purtroppo, del personale dei sanitari, dove non abbiamo il 100 per cento di vaccinati. Meglio soluzioni meno semplici ma più efficaci.

Salvini continua ad avere un atteggiamento ambiguo. Prima ha detto no, ora che non può che dire sì chiede tamponi gratuiti per tutti, pagati dallo Stato. Scusi, ma perché la collettività deve pagare i tamponi ai no vax?

Distinguiamo la popolazione, tra i no vax ideologici e chi ha semplicemente paura ed è quella che dobbiamo portare col buon senso a vaccinarsi. Abbiamo già fatto sui tamponi un’operazione con Figliuolo per farli pagare 15 euro e per i minori 8 euro. In Friuli Venezia Giulia è gratuito per chi non può vaccinarsi.

Ideologici o timorosi, la sostanza non cambia. Se si estende il Green pass ai lavoratori chi paga i tamponi, la collettività?

Con le convenzioni che abbiamo messo in campo è sostenibile, poi farei una valutazione su altri fattori come la durata del green pass, che in altri paesi è di 72 ore e non 48 per raggiungere un punto di equilibrio.

Lei è un uomo del Nord: sui vaccini, per la prima volta c’è una frattura tra la Lega e gli imprenditori del Nord. La preoccupa?

Li sento ogni giorno, c’è grande collaborazione col mondo produttivo, come del resto con i sindacati. Vedrà che con Confindustria, Confapi, grazie anche al confronto col governo si raggiungerà un accordo che tiene insieme tutto.

C’è chi parla di congresso dopo le amministrative.

Non mi pare il momento. C’è Salvini ora e ci sarà dopo.

Lei sente il governo Draghi come il suo governo?

È il mio governo.

A chi dice “mandiamolo al Colle, così si vota”, cosa risponde?

Che è Draghi a decidere, che è sbagliato tiralo per la giacchetta, che aprire la discussione con mesi in anticipo è poco rispettoso sia per Draghi sia per l’istituzione Presidenza della Repubblica.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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